Vola il tasso dei mutui casa, si teme la stangata

bROMA. /bbA lungo sottovalutato nonostante il deflagrare della crisi dei subprime, il problema mutui casa comincia ad aggravarsi e a pesare sui bilanci di milioni di famiglie italiane. Ieri, infatti, si è registrata un'improvvisa impennata dell'Euribor, che è il tasso medio delle transazioni finanziarie tra le principali banche europee usato come indicatore per il costo del denaro a breve termine, quindi il tasso base per i mutui. Fissato dalla Federazione delle banche continentali, l'Euribor a un mese (base 365) è passato in sole 24 ore dal 4,227 a 4,876%, con un incremento dello 0,67%.BR /b Si tratta di un balzo all'apparenza anomalo, che contrasta con l'andamento definito per durate differenti, da quello a tre mesi (da 4,809% a 4,842%) a quello a un anno (da 4,718% a 4,753%). Dietro un simile movimento, affermano operatori finanziari, ci sarebbe «la particolare stagione che stiamo vivendo e il fatto che le banche stanno intensificando gli sforzi per assicurarsi la liquidità per chiudere il 2007 con i conti in ordine». Insomma, banali e attese scadenze tecniche di fine anno che hanno spostato le tensioni sull'Euribor a un mese, finora più al riparo delle altre scadenze dagli effetti della crisi di liquidità. Da Londra un esperto in forze a una primaria banca americana commenta: «L'impennata è improvvisa, ma assolutamente non anonima, completamente in linea con l'aspettativa del mercato: l'aumento del tasso Euribor è l'evidente conseguenza della stretta creditizia». Il salto fa impressione e per vederne uno analogo bisogna andare indietro nel tempo alla crisi di agosto dei subprime, quando la risalita improvvisa non era andata oltre lo 0,5%. L'impennata rischia di avere effetti molto pesanti su milioni di sottoscrittori di mutui a tasso variabile. la rata, infatti, viene agganciata dalle banche proprio al dato dell'Euribor a tre mesi e a un mese base 365 giorni rilevato all'ultimo giorno lavorativo del mese precedente e al primo del nuovo mese. La fiammata di fine mese è un caso? Secondo le banche l'evoluzione era ampiamente attesa. Non si può non rilevare, però, che secondo Mutuionline, su 36 banche che offrono prodotti a tasso variabile, 23 (il 64%) lo agganciano all'Euribor a un mese, 12 (33%) a 3 mesi e una (3%) a 6 mesi. Il timore dei risparmiatori è che l'impennata, se non rientrerà a brevissimo (ma la cosa appare improbabile, viste le spiegazioni date dagli esperti), possa riflettersi in maniera consistente sulle rate. Insomma, temono un'altra stangata.BR bIl mercato. /b Il settore immobiliare italiano cresce meno del previsto, ma il fatturato nel 2007 supererà comunque di 180 miliardi di euro con un incremento del 5% rispetto al 2006. È la previsione contenuta nella ricerca realizzata dall'Eurispes per la Borsa immobiliare di Roma (Bir). La leggera frenata del mercato emerge dalla lettura dei numeri degli ultimi dieci anni, 1997-2006, durante i quali il fatturato era aumentato dell'85,4%. Una boccata d'ossigeno verrà dalla Finanziaria 2008 che aumenta i fondi ordinari per le opere pubbliche del 25%. La congiuntura su scala globale risente della contrazione del mercato degli Stati Uniti. La fase di riassestamento del mercato immobiliare si è orientata - secondo gli analisti dell'Eurispes - verso un mood di decrescita nel primo semestre dell'anno e, in particolare, dopo lo shock finanziario di agosto. L'attività di costruzione risulta rallentata, cosi come le vendite di case esistenti e nuove. Nel primo semestre 2007 gli scambi sono calati del 3,4% su base annua. Flessione per i prezzi che crescono meno: +6,9% su base annua nei capoluoghi (+26,5% dal 2004), +6,4% (+23,2 dal 2004) negli altri Comuni.BR