Ventitrè milioni per scavare la conca di Valdaro

bDue metri di dislivello: basta alzare un braccio, per toccare la quota che separa i laghi cittadini, con gli attracchi del polo industriale, dal canale navigabile che sfocia in Adriatico e con un ramo raggiunge il petrolchimico di Marghera. Per due metri i trasporti che escono dalla Belleli, la Ies e la Polimeri sono costrette ad imbarcare il Mincio con il rischio delle magre e la certezza di un percorso di venti chilometri prima di trovare le confortevoli sponde artificiali dell'idrovia. Due metri che saranno finalmente livellati da una conca a Valdaro. «In capo a tre anni», annunciano Aipo e Provincia. L'accordo c'è, il progetto pure, i soldi sono stati trovati: 23 milioni, gran parte delle risorse messe a bilancio dal Pirellone per la navigazione interna.BR /b La delibera che individua gli investimenti prioritari per lo sviluppo del sistema idroviario e li finanzia con oltre 37 milioni di euro (fondi europei e statali a cui la Regione ha aggiunto il resto, attingendo alle proprie casse), a parte due interventi minori per il porto di Cremona (manutenzione straordinaria dei binari) e il bacino di Pizzighettone (progetti di sviluppo), è un lungo elenco di infrastrutture per Valdaro, il Mincio e il tratto mantovano del Po. «Il più grande investimento mai destinato alla crescita del porto cittadino», ha sottolineato con una punta d'orgoglio il presidente dell'Azienda interregionale per il Po Davide Boni, assessore regionale all'urbanistica. Orgoglio di mantovano che ha dovuto «sgomitare duro» per «portare a casa» i fondi: «Non è stato facile, perché c'è la tendenza a considerare Mantova un po' la periferia dell'impero», confessa seduto di fianco al presidente della provincia Maurizio Fontanili durante la presentazione del progetto della conca. Il numero due di palazzo di Bagno, Claudio Camocardi, aggiunge i meriti della provincia: «I nostri uffici hanno lavorato sodo anche durante il commissariamento dell'azienda porti. Siamo riusciti ad arrivare all'appuntamento per i finanziamenti con i progetti pronti».BR L'azienda porti è stata soppressa. Da gennaio quelle che erano le sue funzioni sono ripartite tra l'Aipo e le province interessate; per la conca i due enti hanno sottoscritto una convenzione: i professionisti di Palazzo di Bagno si sono occupati della progettazione dell'opera e cureranno la gara europea, l'agenzia girerà i finanziamenti regionali, pur restando titolare dell'intervento. L'appalto del 1999, fermato per il ritrovamento di mercurio nei terreni da scavare, è definitivamente naufragato: alla stessa cifra, ma distanza di sette anni, il vincitore non è più interessato.BR La nuova conca sorgerà nell'area della ‘penisola', nei pressi della Darsena della Polimeri, che è già stata liberata dal fondo di idrocarburi che c'era. Messa in sicurezza e bonificata, come ha certificato la Provincia; pronta per essere scavata. Il progetto prevede un passaggio capace di ospitare imbarcazioni lunghe fino a 110 metri, larghe 11,5, e che pescano fino a 2,80. Vere e proprie navi, spiegano i tecnici, omologate per uscire in mare fino a 20 miglia. Navi che caricano 1.800 tonnellate di merce, 98 container che vengono sottratti alla strada.BR «Il futuro e sull'acqua e su ferro - chiosa Fontanili - Cosi ci stiamo avvicinando all'Europa». E al turismo: la conca di Valdaro è una porta sulla città utile anche per le navi da crociera.BR I tempi? Il cronoprogramma indica sei mesi per l'avvio dei lavori e tre anni per il taglio del nastro. «Sono opere idrauliche - sottolinea Camocardi - i tempi sono necessariamente quelli, perché bisogna attendere il consolidamento delle sponde».BR