Esplode la rabbia della gente

BR bROMA./b«Che i tassisti abbiano ragione o no, qui a pagare siamo sempre noi». A mezzogiorno Gaetano guarda sconsolato piazza Venezia e dà voce alla rabbia dei romani. Rispetto all'altra sera, quando la protesta dei tassisti ha letteralmente paralizzato la capitale, la situazione è leggermente migliore, ma le auto bianche ferme minacciosamente ai lati della piazza, pronte a mandare di nuovo in tilt il traffico, rende tutti nervosi. Basta dare un'occhiata al volantinaggio messo in piedi dai tassisti per spiegare le ragioni della protesta. Chi passa prende il volantino e lo butta, senza neanche degnarlo di uno sguardo. E' il segnale più evidente di uno sciopero che sono in pochi a capire. «Oggi alle 8,30 era già tutto fermo, non sono riuscito ad andare a scuola, ma comunque tassisti o no la situazione non funziona», dice Damaso, studente del Visconti. «Pioggia, scioperi la situazione è sempre uguale - prosegue Gaetano -. Un autista dell'84 mi ha detto che il migliore modo per fare sciopero e non fare sciopero, tanto è sempre caos».BR Dove la rabbia diventa vera e propria furia, è all'aeroporto di Fiumicino. Chi arriva, specie dall'estero, non immagina neppure cosa l'aspetta una volta varcate le porte dello scalo. Nei parcheggi dove di solito stazionano decine di taxi (40 euro per arrivare fino a Roma) regna il vuoto. Capire cosa succede e cercare contemporaneamente una soluzione getta nel panico la maggioranza dei passeggeri, resi più nervosi dal peso dei bagagli. «Già sono stato costretto ad anticipare i miei impegni di un giorno in vista dello sciopero generale di domani - dice un giovane manager proveniente da Milano - Speravo in una tregua da parte dei tassisti, ma vedo che anche oggi la situazione è caotica e rischio di perdere il mio appuntamento di lavoro».BR Le alternative non sono molte, anzi sono solo due: o si prende un'auto a noleggio, oppure ci si incammina verso il trenino che porta a Roma. Ci vuole poco per capire che la prima si può escludere fin da subito, visto che di auto non ce ne sono più perché chi è arrivato prima ha avuto la stessa idea. A chi vuole raggiungere la città resta quindi il collegamento ferroviario, al quale però fa ricorso la stragrande maggioranza dei passeggeri. Il risultato è una lunga fila davanti alle biglietterie e altro tempo prezioso che se ne va. Una situazione che ha fatto scendere le associazioni dei consumatori sul piede di guerra. L'Adoc ha calcolato in circa 9 milioni di euro («30,99 euro a persona») i soldi persi a causa dello sciopero, mentre la Federconsumatori bolla lo sciopero come «un'azione squadristica».BR

Carlo Rosso