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Inchiesta sull’associazione yoga Moglie accusa: mio marito plagiato

 ACQUANEGRA. Sarebbe finito nei guai perché la moglie era una cuoca eccellente, e per questo gli amici e i componenti dell’associazione si ritrovavano spesso a casa sua. Alberto Salvagni, 47 anni, odontotecnico di Acquanegra, è uno degli otto soci dell’Istituto per l’Evoluzione Armonica dell’Uomo indagati dalla Procura di Cremona con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
 L’inchiesta, che vedrà un’altra udienza preliminare il prossimo 7 febbraio, sta cercando di far luce sull’associazione di Cremona che si occupa di corsi di yoga, meditazione, spiritualità e formazione, contro cui hanno puntato il dito quattro persone, ipotizzando che dietro la facciata dell’istituto ci fosse una banda che raggirava i soci, plagiandoli per convincerli a contrarre mutui a suo favore.
 Una vicenda controversa, sulla quale il Tribunale di Parma si era già espresso per l’archiviazione.
 Tutto sarebbe partito da una storia d’amore finita male, con un braccio di ferro che vede in mezzo un bambino di 7 anni.
 Una delle socie dell’Istituto, nel 1996 conosce e si fidanza con un uomo molto facoltoso, Rainer Stechel, che oggi è uno degli accusati. Anche lui comincia a frequentare l’istituto cremonese. Nel 2000 ai due nasce un figlio.
 Due anni dopo, però, Stechel la lascia, promettendole di versarle per un certo periodo 5mila euro, per lei e per il figlio. Nel giugno del 2003, l’uomo riduce l’assegno a 1500 euro.
 La signora, che già da sei mesi non frequentava più l’istituto, un mese dopo fa ricorso al Tribunale dei minori, accusando, tra l’altro, i soci dell’ex compagno di averlo plagiato e convinto a lasciarla. Punta il dito anche su storie di droga dentro l’associazione. Il giudice dei Minori, lette le carte, passa tutto alla Procura, perché la storia sembra assumere un rilievo penale. Ad appoggiare la tesi della donna, ci sono la sorella e il suo ex fidanzato e un altro ex socio, che si sono costituiti parte civile nel procedimento.
 Nel corso dell’indagine, i periti consultati dal tribunale dei Minori si sono pronunciati per l’affidamento del bambino ai servizi sociali. In questi anni, sono stati sentiti 170 testimoni.

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