Il disagio psichico negli adolescenti Forse anche da noi qualcosa succede?

Ho letto con ritardo la lettera «Emergenza socio - sanitaria: gli esordi di disagi psichici nei ragazzi 15- 17 anni» con cui la dott.ssa Elisa Casoni, rifacendosi a esperienze dirette, solleva un aspetto problematico dell'organizzazione e degli orientamenti dottrinali dei nostri Servizi di Salute Mentale. Da circa 15 anni il lavoro psichiatrico più innovativo ha identificato un'area critica rappresentata dalle persone giovani ad alto rischio di psicosi (schizofrenia) o all'esordio psicotico, nelle quali il riconoscimento precoce e l'intervento multidimensionale specifico e mirato può ritardare o attenuare l'insorgere della malattia o interromperne il procedere e l'aggravamento. Di conseguenza si stanno sviluppando nella comunità scientifica e negli organismi preposti alle politiche sanitarie, linee di pensiero e percorsi organizzativi e di politica sanitaria con l'obiettivo di affiancare o sostituire alle tradizionali politiche riparative o di contenimento, di nuovi indirizzi orientati alla prevenzione, capaci di ridurre la sofferenza, ma anche di permettere un utilizzo più razionale delle risorse disponibili per la Salute Mentale, oggi assorbite in larga misura da interventi costosi (comunità protette, ospedali generali, trattamenti farmacologici di lunga durata). Un percorso non indolore perché richiede profonde modificazioni nello spirito e nelle pratiche degli Operatori della Salute Mentale, nell'organizzazione dei Servizi e nei processi collaborativi reali tra Agenzie preposte alla salute mentale degli adulti e degli adolescenti, medicina generale e associazionismo.BR Quanto qui riassunto può far ritenere ovvio un progressivo transito, nelle pratiche cliniche, dall'orientamento tradizionale dei Servizi ad un orientamento operativo diverso, attivo e scientificamente orientato, sicuramente più efficace e più attento alle necessità dei malati e delle loro famiglie. In realtà ciò non è cosi immediato perché richiederebbe un profondo cambiamento nei paradigmi formativi ed operativi della Psichiatria e della Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, segnando il passaggio, da parte degli operatori, dalla rilevazione e cura della malattia conclamata, definita da sintomi e segni descritti ormai più di cento anni addietro, all'individuazione di manifestazioni più sottili e, a volte, indistinte, che preannunciano la possibile evoluzione verso una patologia e una disabilità difficilmente superabile quando instauratasi. Vengono cosi sollevati problemi di formazione, dottrinali, scientifici, di organizzazione dei Servizi e di etica di grande impatto.BR Il Governo inglese ha disposto, a fine 2000, la riorganizzazione e il rifinanziamento dei Servizi per la salute Mentale, centrandoli su tre punti, uno dei quali è l'individuazione e l'intervento precoce nelle psicosi. Nel mondo vi sono molti altri esempi. Nel nostro Paese, attorno a un'esperienza pilota attiva da 10 anni presso il Dipartimento di Salute Mentale dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano, denominata Programma 2000 (www.programma2000.org), si è costituita un'Associazione scientifica nazionale, Associazione Italiana per l'Individuazione e l'Intervento Precoce nelle Psicosi (AIPP) (www.aipp-italia.it) che riunisce gli operatori della Salute Mentale orientati ad un approccio preventivo. La Regione Lombardia ha inserito nel Piano Regionale Salute Mentale (2004) il tema dell'Intervento Precoce, ove Precoce significa «prima che sia troppo tardi», tra i temi di significativa rilevanza. Anche il Centro per il Controllo delle Malattie (CCM) del ministero della Salute ha avviato, nel 2007, un programma volto alla verifica e diffusione dell'approccio «early psychosis» in cinque Dipartimenti di Salute Mentale italiani. Il Comune di Milano ha avviato un programma di prevenzione che vede assieme Associazioni di Famigliari e di Volontariato e operatori del «Programma 2000». Sta forse accadendo qualcosa che potrà dare risposte concrete agli interrogativi della collega Elisa Casoni e, soprattutto, alle richieste cariche d'angoscia dei giovani e delle loro famiglie?BR bProf.dott. Angelo Cocchi Presidente AIPP /b