19 luglio 2007 —
pagina 20
sezione: Agenda e Lettere
CASTEL GOFFREDO
Compagno,
mi faccia il piacere...
Caro compagno socialista Adelmo Badini, sarebbe ora che lei la smettesse di fare il «maestro» di questioni istituzionali nelle sue lettere a questa rubrica, perché per fare il maestro di cose così serie ci vorrebbe molta preparazione e la capacità di tenersi informato al passo coi tempi sulle leggi che cambiano giorno per giorno. Lei vorrebbe evidenziare la sua cultura citando alcuni articoli (che le fanno comodo) della Costituzione, aumentare la sua credibilità dicendo che è stato qui ed è stato là, che ha conosciuto Tizio e Caio, pensando così di essere più ascoltato dal signor Prefetto, ma si dimentica di dire che 6 anni fa in una consultazione popolare come candidato alla Provincia ha preso (forse) i voti dei suoi parenti e questo la dice lunga della stima che lei gode nella nostra città; vada a vedere quanti voti avevo preso io e quanti ne ha presi lei. Più che un socialista lei sembra proprio un comunista, vorrebbe che il signor Prefetto in nome della legge mandasse a casa questa maggioranza voluta nei seggi elettorali dai cittadini castellani con il 63% circa dei voti; sa cosa direbbe Totò? «ma mi faccia il piacere!». Dice poi di non far parte della minoranza, e io ne prendo atto, anche perché la minoranza a nome di Cason si è dissociata da lei e credo che labbia fatto per non fare figuracce ad avere uno così «maestro» a rappresentarla. Nella sua lettera del 12 luglio mentre ci faceva lennesima lezione, ha affermato che il sindaco eletto nel 2004 ha giurato fedeltà alla costituzione nelle mani del signor prefetto e io devo dirle che i sindaci non giurano più nelle mani del Prefetto dallagosto 2000. Se vuol fare il maestro alla giunta Cremonesi, dovrebbe tener conto che ci sono al suo interno ben 4 laureati e un diplomato su 7 componenti e che non le farebbe certamente male tenersi più aggiornato altrimenti potrebbe rischiare di fare la figura dellignorante nelle sue lezioni istituzionali.
Roberto Lamagni Vice Sindaco Castel Goffredo
CENTRALE ENDESA
Siamo al collasso
Ora diciamo basta!
Capita a volte che la lettura del quotidiano locale faccia andare di traverso il caffè mattutino e ti rovini il resto della giornata. Ciò accade soprattutto quando si ascoltano determinati discorsi fatti da autorevoli esponenti del mondo politico nostrano.
Mi riferisco a quanto affermato dal presidente della Commissione Provinciale Attività Produttive Marco Carra sulle amene proposte della società Endesa in merito alla Centrale termoelettrica di Ostiglia. Notoriamente e storicamente per gran parte degli amministratori pubblici locali i mantovani debbono avere la vocazione al martirio in quanto altrimenti non si potrebbero spiegare tante scelte passate come ad esempio la concentrazione di un mix micidiale di industrie petrolchimiche che ha fatto del nostro territorio la provincia più inquinata dItalia e forse dEuropa. Inoltre ad aumentare londata di masochismo si è convenuto che la nostra zona debba produrre il 6% dellenergia termoelettrica nazionale e dieci volte quanto consuma con relativo danno ambientale senza contropartite.
Tutto questo basta? Non scherziamo, Endesa ha proposto, già che ci siamo, di aumentare la produzione di altri 800 MW, accettando poi, bontà sua, di limitarsi a due turbogas da 100 MW ognuno oltre a un minimpianto ad olio vegetale da 18 MW.
Carra, dopo aver espresso parere positivo sulle proposte, ha chiesto una «riflessione ideologica» sullargomento. Strano discorso. Credevamo che la difesa della salute dei cittadini non fosse una ideologia bensì la primaria necessità da tenere presente al momento delle scelte che un amministratore deve fare. Il punto è che ormai il nostro territorio è al collasso, non si può impunemente continuare nel gioco al massacro ed in nome soprattutto di quelli che verranno dopo di noi occorre dire un deciso basta.
Sandro Saccani
ARTE A SUZZARA
Come ci si permette
unoffesa al critico?
Faccio riferimento alla lettera di Luigi Caramaschi (Gazzetta del 17/7), persona molto addentro alle vicende artistiche di Suzzara, ma praticamente sconosciuto ai suzzaresi, per esprimere il mio totale disappunto rispetto a un linguaggio pontificante, presuntuoso e offensivo, degno di migliori e più sacre motivazioni.
Arnaldo Maravelli può essere contestato, non condiviso, criticato, ma assolutamente non vilipeso, oltretutto credo che nelle motivazioni del suo intervento la caratterizzazione prevalente sia una critica ragionata e garbata, sostanzialmente una provocazione a una intellighenzia suzzarese assonnata e distratta! La statura morale e culturale di tale critico è certo preferibile ai ruffianismi di altri personaggi e giullari di corte. Definire «bella» la scultura, e «riconosciuta» la Lazzarini, mi sembra un pizzico avventato; costruire sulle credenziali di Cerritelli un mostro sacro della critica forse rappresenta un falso storico, che certo tale signore sia capace di tutelare benissimo il proprio business, questo è assolutamente vero.
Potrei continuare, ma ho troppa stima dellintelligenza dei «suzzaresi», e quindi lascio a loro il giudizio artistico di questa opera, che, a mio parere, è accomunabile a quella posta davanti alla Biblioteca Comunale: opere di uningenuità artistica talmente elevata e originale, da fare della «Celestri» un museo in incognita.
Che nella lettera in oggetto il sig. X si dichiari orgoglioso di appartenere alla «genia» che ha prodotto e sostenuto il Premio Suzzara, nonostante Villani fosse a Milano e Zavattini a Roma, gli rende onore, però per essere un personaggio così influente nella vita del Premio dovrebbe essere forse un po più conosciuto dai suzzaresi, certamente se riuscissimo a focalizzarlo, potremmo accreditargli la licenza di parlare di arte con la «A» maiuscola, e lasciargli, benevolmente, attribuire ignoranza culturale ed artistica ad una parte rilevante dei nostri concittadini.
Sostanzialmente proporrei, al Signor X: fare internare immediatamente il critico Maravelli in un gulag siberiano, al fine di evitargli ulteriori espressioni di cultura e libertà, a coloro che hanno creduto in questa scultura, se il tempo dovesse non concedere il successo previsto, trasformare queste superfici, in spazi per i «graffitari», oppure, in area di incollaggio dei necrologi, allora la «scultura» assumerebbe veramente una funzione pubblica e un tono di interesse reale per la comunità.
Mauro Affini
POESIE NELLE CORTI
Grazie e complimenti
da fuori provincia
Domenica 8 luglio ho avuto la fortuna di partecipare a Pietole alla manifestazione denominata «Poesie nelle corti» organizzata da Baldo Festival di Caprino Veronese che ha visto la presenza di circa 20 poeti provenienti da Modena, Verona, Trento e naturalmente i mantovani. Il tutto sotto legida del sodalizio del Fogoler che ha curato litinerario e la logistica della manifestazione con una sensibilità e una attenzione davvero straordinarie. Eravamo in oltre 70 persone a scorrazzare dolcemente per la vostra campagna mantovana che si è rivelata, per me, come per molti altri ospiti, di una scenografia unica, impreziosita dalle splendide corti visitate. In tre di queste corti abbiamo assistito alla «recita» dei vari gruppi dialettali che hanno dato saggio della loro bravura e della valenza dei dialetti di cui sono portatori.
Lospitalità dei padroni di casa ha fatto il resto per la rassegna delle vostre specialità mantovane. Veramente una esperienza unica ed originale vissuta da tutti i partecipanti con entusiasmo, dove abbiamo visto unirsi in perfetta simbiosi la natura con la cultura. Vorrei esprimere un grazie sentito a Baldo Festival ma soprattutto al Fogoler mantovano, augurando e sperando che questi tipi di manifestazioni trovino adeguata collocazione tra le pagine del vostro giornale, che so molto diffuso e che può valorizzare la conoscenza e la divulgazione di iniziative di grande spessore come questa per tutti voi mantovani e non, essendo io di Sirmione.
Giovanna Bolsi