08 giugno 2007 —
pagina 02
sezione: Attualità
ROMA. «E in atto una manovra indecente». La tempesta sul caso Visco non si placa. La Cdl chiede una commissione parlamentare di inchiesta mentre Silvio Berlusconi propone un «governo di transizione di sinistra» e annuncia che dopo i ballottaggi salirà al Quirinale per illustrare a Napolitano la situazione di «emeregnza democratica in cui siamo». Pronto a sfruttare il momento di difficoltà del centrosinistra e deciso a giocare il tutto per tutto per arrivare al più presto al voto, il Cavaliere conferma che la via maestra dovrebbe essere quella delle elezioni anticipate ma non dice no ad una governo di transizione guidato dallattuale maggioranza a condizione che «i tempi siano chiari e la prospettiva, ravvicinata, sia appunto quella delle elezioni».
Al Capo dello Stato, il leader di Forza Italia non vorrebbe parlare solo del caso Visco-Speciale ma anche dei sondaggi che registrano per il governo Prodi un «crollo di fiducia verticale». Nel «pacchetto» finirebbe anche la questione legata al riconteggio delle schede elettorali.
Il Cavaliere parla a nome di tutta lopposizione? Il leghista Roberto Calderoli chiede la convocazione di un vertice di tutti i leader dei partiti della Cdl per mettere a punto una strategia che consenta di «togliere di mezzo Prodi» e non si sbilancia sullopportunità di salire al Quirinale: «E una decisione che dovrà essere presa dal vertice del centrodestra».
Ad avere le idee molto piu chiare è invece Lorenzo Cesa, che in mattinata nega la volontà del Cavaliere di far cadere Prodi («Se lo volesse veramente potremmo staccare la spina a questo governo»), e assicura che al leader di Forza Italia andrebbe benissino un governo elettorale di sei mesi «magari guidato da Lamberto Dini o Franco Marini». Il segretario dellUdc spiega perchè Berlusconi insiste nel chiedere le elezioni («Le vuole perché sa di non aver più di due anni davanti a sé per tornare a palazzo Chigi») e dice no alla proposta di incontrare Napolitano: «Anche dopo i ballotaggi confermiamo che non abbiamo alcuna intenzione di salire al Quirinale. Non so cosa dovremmo andare a fare».
Ad arroventare il clima politico è sempre il caso Visco. La maggioranza boccia la proposta di una commissione di inchiesta e accusa lopposizione di voler alzare polveroni.
Per Francesco Rutelli il caso ormai è chiuso («Non è più di attualità, ora concentriamoci sulle amministrative») mentre Massimo DAlema invita il governo dellUnione ad andare avanti. «La maggioranza è ristretta ma cè e lo si vede anche nei passaggi delicati. Chi ha la maggioranza ha il diritto e il dovere di governare anche se sui grandi temi, come le riforme istituzionali e la legge elettorale» precisa il vicepremier «è opportuno il dialogo con lopposizione e la ricerca di soluzioni condivise».
Per ora, comunque, la Cdl continua a caricare a testa bassa.
Renato Schifani chiede una commissione di inchiesta parlamentare per approfondire e fare luce sulle accuse «infamanti» avanzate due giorni fa al Senato da Padoa-Schioppa al generale Speciale. Roberto Calderoli, nel promettere che sulla vicenda tra non molto «salterà qualche testa», scrive invece a Franco Marini per fargli sapere che il ministro dellEconomia, «non eletto dal popolo» andava arrestato: «Se avessi presieduto in Senato nel momento in cui Tommaso Padoa-Schioppa ha fatto le sue comunicazioni sulla questione Visco-Guardia di Finanza, avrei disposto, sulla base dellarticolo 72 del regolamento di palazzo Madama, il suo arresto per oltraggio al Senato».