15 novembre 2006 —
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sezione: Attualità
MILANO. «Da ieri Piaggio ha imboccato la via dello sviluppo dopo due anni straordinari di ristrutturazione e riposizionamento». Lo ha detto Roberto Colaninno, presidente e neo amministratore delegato del gruppo, allindomani del cda che ha approvato i conti dei nove mesi che rappresentano «un altro momento molto importante e felice di questa storia». Colaninno ha utilizzato la platea del 64º Salone del Motociclo per illustrare le linee guida del prossimo triennio per Piaggio, basate su una politica rivolta al miglioramento della qualità e del servizio offerto al cliente.
Ma anche sul rafforzamento della presenza internazionale con lavvio in India di un nuovo stabilimento che produrrà 600 mila motori diesel per i veicoli a due e tre ruote. Con la ridefinizione della cariche che vedono Daniele Bandiera responsabile dei marchi, affiancato da Paolo Gagliardo per Vespa, Gilera e Piaggio e Leo Mercanti per Aprilia e Derby, a Colaninno manca ora di completare il quadro per Moto Guzzi che si appresta a chiudere lanno con più di 10mila unità vendute. Proprio il marchio dellAquila, come ha ricordato Daniela Bandiera, direttore generale di Piaggio ed ex ad della casa di Mandello del Lario, ha chiuso i primi nove mesi con un incremento delle vendite dell80%. Per quanto riguarda invece le strategie internazionali «abbiamo per il triennio piani esecutivi e progetti in fase di formazione, per quanto riguarda lo stabilimento indiano di motori diesel che occuperà una superficie coperta di 30mila metri quadri in unarea di 100mila metri quadri, il piano è ormai esecutivo». Un progetto in fase di definizione è invece la volontà espressa da Colaninno di «portare in India la vera Vespa». «Per chi è stato in quel Paese - ha spiegato - la Vespa che non produciamo noi è dappertutto, come gli elefanti e le tigri», quindi, proprio in occasione dei 60 anni dello scooter Piaggio, «è giunto il momento di portare in India la vera Vespa, quella fatta dalla Piaggio». Il prodotto cui allude Colaninno è infatti una replica delle vecchie generazioni dello scooter costruito dalla indiana Bajai. In India poi Piaggio sbarcherà con il marchio Aprilia, mentre sono definiti i piani per uno sviluppo della presenza in Cina, dove è stato rimodernato uno stabilimento, e negli Usa, dove esiste una rete di 300 concessionari. «Abbiamo allo studio - ha aggiunto Colaninno che controllerà direttamente gli affari internazionali del gruppo - progetti che interessano Sudafrica, Indonesia, Viet Nam e Turchia, ma si tratta di uno sviluppo possibile solo se ci saranno risorse umane adeguate». Colaninno ha poi annunciato che, per la produzione del Porter, «laccordo con Dahiatsu per la fornitura di motori a benzina è stato rinnovato fino al 2009», mentre per quanto riguarda i motori diesel da 450-1.200 cc «saranno quelli prodotti in India. Pontedera sarà il fulcro della produzione dei veicoli a tre e quattro ruote per lEuropa, per la produzione di motori per le due ruote (600mila questanno) e per il marchio Piaggio». Colaninno ha poi lanciato un messaggio al ministro Bersani (che ha definito Valentino Rossi un ottimo ambasciatore del Made in Italy, assicurando lattenzione del governo sul mondo dei motori): «Continueremo con la nostra pressione politica e vigileremo affinché il governo tenga nella dovuta considerazione questi asset».