Dall'Aglio si riscopre papà. Di ‘Pugni chiusi'

!-- Carlo Alberto Schiroli -- b 'Pugni chiusi, non ho più speranze, in me c'è la notte più nera". Questa storia, lunga quasi quarant'anni, comincia con questi celebri versi, o meglio con l'altrettanto celebre (e conteso) abito musicale che ha reso questi versi decisamente fuori dal comune. Una storia che tocca mondi solo all'apparenza lontani, come la melodia e il diritto (in particolare la complessa regolamentazione del diritto d'autore), e che ha come ingredienti i quattrini, una fetta di gloria e un'amicizia che non c'è più. I protagonisti, anzi, gli antagonisti di questa vicenda sono due musicisti. Gente strana i musicisti, fuori dal comune come e più delle loro creazioni. Chi la spunta è il dinamico batterista dei Ribelli, mantovano doc, Gianni Dall'Aglio; chi si arrende è Ricky Gianco, autore di successo negli anni Sessanta, cantante, pure lui ex Clan. La vicenda nasce nel lontano 1967, quando cioè viene alla luce la canzone 'Pugni chiusi", dei Ribelli. Un successo planetario, milioni di copie vendute in tutto il mondo. Ma per una volta cominciamo dal finale, da come si è risolta la diatriba. 'Pugni chiusi", vero e proprio classico mai passato di moda e che può vantare quindici diverse /bcoverb, ha cambiato paternità.BR /b!-- Carlo Alberto Schiroli -- Nel 1967 fu depositata alla Siae con le firme di Beretta per il testo e Gianco per la musica, ma ora il chitarrista lodigiano ha riconosciuto Gianni Dall'Aglio come coautore al 50%. Senza annosi processi nè tribunali, Gianco ha accettato di spartire i crediti con il batterista, il quale aveva nella manica l'asso vincente: un documento autografo del '67, mostrato in uno speciale del Tg2 sul diritto d'autore, in cui Gianco gli riconosceva la paternità del brano, depositato però a proprio nome, in quanto Dall'Aglio all'epoca non era iscritto alla Siae.BR bDall'Aglio, può chiarirci cosa successe nel 1967?BR /b«Avevo 21 anni, e nella mia casa di Porta Pradella, composi la musica di 'Pugni chiusi". Ma non ero iscritto alla Siae, per farlo all'epoca bisognava sostenere un impegnativo esame e io avevo altre cose per la testa: ero giovane, lavoravo con i Ribelli, mi ero appena sposato... Cosi Gianco, nostro produttore e amico di cui mi fidavo, depositò la musica del pezzo con la sua firma, con l'impegno di versarmi ogni 6 mesi le royalties, una quota dei diritti».BR bAccordo rispettato?BR /b«No, passavano i mesi e io non vedevo una lira. E mi giravano le scatole. Incontrai Ricky e gli chiesi spiegazioni. Lui disse che aveva troppi impegni e perdeva molto tempo a dividere le contabilità e i guadagni per far risultare la mia parte. Cosi mi propose un assegno per liquidarmi del tutto, in pratica per acquistare la canzone. Ed io accettai stupidamente. Lui inoltre, per convincermi, denigrava la canzone, sostenendo che non avrebbe sfondato. E difatti all'inizio non ebbe un gran successo, ma si intuiva che era un pezzo importante».BR bVendette milioni di copie nel mondo. Chissà come le rodeva...BR /b«Eccome! Ma per me era una sorta di autocastigo, la meritata punizione per l'azzardata scelta di accettare quella buonauscita. Mi stava bene. Ma la cosa che mi rodeva di più era sentire spesso Ricky affermare che 'Pugni chiusi" era la sua miglior canzone: non poteva prendersi i meriti per qualcosa che non aveva fatto. 'Pugni chiusi" l'avevo musicata io!».BR bE i colleghi? Conoscevano la realtà delle cose?BR /b«In parte si. La Sedrim, altra società che all'epoca tutelava in specifico i diritti sulle riproduzioni meccaniche, non richiedeva esami per l'iscrizione. E io nel '67, forte del documento firmato da Gianco che mi riconosceva la paternità, chiesi che sul disco comparisse anche il mio nome. Cosi, negli anni, è sempre stato noto che era opera mia, ma non percepivo un soldo per via dell'accordo».BR bQuale fu la molla che la spinse a mettersi in moto per riacquistare la paternità del pezzo?BR /b«Qualche tempo fa partecipai a uno speciale del Tg2 sui diritti d'autore, a cui era presente anche il presidente della Siae. Assumma spiegò che il diritto è inalienabile e imprescrittibile. In pratica, dimostrando che il pezzo era mio, nessun accordo sarebbe stato valido. Mio padre aveva conservato il documento autografo del '67 e io lo mostrai in quella trasmissione. Mi convinsi, e lo portai, insieme ai dischi, a un bravo avvocato milanese che si occupa di queste faccende. Non sapevo ancora come agire: pagai la parcella e gli feci studiare il caso. Con una causa civile saremmo stati in ballo per anni. Cosi abbiamo inviato una lettera al fulmicotone a Ricky e ai suoi legali. Gianco ha capito che non gli conveniva il processo e ha accettato l'accordo di essere con me, dal 2005 in poi, co-compositore al 50% di 'Pugni chiusi" e tutto adesso è depositato alla Siae».BR bGiustizia è fatta? Scusi, ma la musica non l'aveva composta tutta lei?BR /b«Si, ma ho preferito essere pragmatico. Non l'ho fatto solo per soldi, ma per spazzare via i dubbi. Mi dicono che Ricky sia arrabbiato, ma lui era un beneficiato in quella situazione e si è compensato con 30 anni di diritti. E comunque mi ha sempre evitato, non abbiamo mai avuto modo di parlarne. Io non ce l'ho con nessuno, ci tengo troppo a questa canzone. Suonandola con i Ribelli mi accorgo di quanto la gente la ami».BR bAnche Pelù l'ha riportata alla ribalta.BR /b«La sua versione mi piace, anche se la nostra, con Stratos, è inarrivabile. Sa, qualcuno ne ha avvicinato la melodia a ‘When a man loves a woman', ma io mi ispirai a ‘Georgia on my mind'».BR bAltro da aggiungere?/bBR «L'esame per l'iscrizione alla Siae poi lo feci, nel '70, e andò benone...»BR bCarlo Alberto Schiroli /b