Ponte ferroviario, si entra nella seconda fase

bOSTIGLIA./bb Si sta per concludere la prima fase della costruzione del ponte ferroviario, nell'ambito del raddoppio della linea Verona-Bologna, mentre si apre il nuovo cantiere. Il raggruppamento d'imprese Matarrese (Bari) e Fondazioni speciali (Parma) sono alle ultime battute, quindi, per la posa delle pile; entro dieci giorni arriverà il Consorzio stabile costruzioni metalliche impianti & infrastrutture (Ccmi) formato da due società, la Omba di Vicenza e la Tectubi di Piacenza, che si occuperanno del montaggio delle campate, la struttura del ponte vera e propria. Proprio in questi giorni partiranno da Vicenza, dove si stanno costruendo le travate prefabbricate, i carichi eccezionali che trasportano le attrezzature del cantiere.BR /b Entro pochi giorni, dunque, cominceranno ad arrivare i tir che trasporteranno le attrezzature per il nuovo cantiere, in particolare i pezzi della maxi gru (35 metri) che servirà per sollevare parti delle travate da assemblare. Le travate o campate in acciaio, bullonate, le sta costruendo la Omba di Vicenza, società che, insieme alla Tectubi di Piacenza (che si aggiungerà all'opera nella fase del montaggio) fa parte del gruppo siderurgico genovese Malacalza. Al momento ne sono state prefabbricate 5; ne servono in tutto 24 per costruire la struttura del ponte. I tir in arrivo da Vicenza non dovrebbero intralciare il traffico, perchè utilizzeranno soprattutto argini e vie secondarie, assicura l'ing. Gilberto Visigalli, mantovano, ex dirigente Belleli e ora direttore generale Omba e direttore tecnico del Ccmi per la commessa sul Po.BR Visigalli spiega poi i vari passaggi della seconda fase di questa maxi opera, commissionata ad Italferr (e di conseguenza a società specializzate nei vari lavori) da Rfi. «Stiamo prefabbricando tutte le travate a Vicenza e poi trasporteremo i pezzi di dimensioni camionabili, 10-12 metri, a Ostiglia. A settembre apre il cantiere in golena, che sarà imponente. Si costruisce un capannone di 35x15 dentro cui assembliamo, bulloniamo e verniciamo al chiuso (non all'aperto perché altrimenti cambieremmo colore a tutta Ostiglia) le varie travate». Una volta finito questo lavoro, verrà aperto il tetto del capannone e con una gru di 35 metri verranno prese e spostate le travate sull'impalcato. Ogni campata sarà messa poi in linea di varo, di traverso al Po. Una dopo l'altra riceveranno una spinta in acqua, oltre le pile, fino a raggiungere l'altra riva. Ma per farlo, chiaramente, occorre un sistema particolare, costituito da un avambecco.BR «Il tutto durerà fino al 2008 - spiega Visigalli, confermando i tempi di previsione - dopodiché interverrà un nuovo consorzio di imprese per l'armamento, cioè la posa dei binari e l'elettrificazione, che comunque è la fase del lavoro più rapida».BR