Nuovo ponte nel 2008 Verrà ceduto il vecchio tratto

bOSTIGLIA./b bBuone notizie dal maxicantiere del nuovo ponte sul Po nell'ambito del raddoppio della linea ferroviaria Verona-Bologna, una delle «grandi opere» del Mantovano. I tempi saranno rispettati e, forse anticipati, a fine 2008 inoltre Rfi, gestore della rete ferroviaria, ha comunicato ufficialmente la volontà di cedere il tratto sul vecchio ponte che sarà dismesso con l'attivazione della nuova linea. Per questo il Comune d'Ostiglia si è già mosso.BR /b La conferma viene dall'Italferr che per conto di Rfi sta seguendo le opere del raddoppio. Ad Ostiglia si sta lavorando contemporaneamente su tre fronti: a nord al viadotto verso il Veronese per scavalcare il Canal Bianco, al centro alla nuova viabilità e alla fermata sopraelevata e a sud al nuovo ponte sul Po. Quest'ultima è l'opera più impegnativa (20 milioni d'euro) ed è condotta dal raggruppamento d'imprese Matarrese (Bari) e Fondazioni speciali (Parma). Dopo due false partenze, il cantiere è stato avviato nell'agosto scorso e grazie all'eccezionale magra del Po è riuscito ad anticipare i tempi. Grazie ad una penisola artificiale di 200 metri costituita da 50 milioni di metri cubi di materiale inerte (che saranno smaltite a fine cantiere) sono stati posati in alveo plinti di calcestruzzo (ognuno da 700mila metri cubi) dal lato d'Ostiglia mentre su quello di Revere opera un pontone galleggiante. «Già in autunno - spiega l'assessore comunale alla viabilità Fabrizio Borghi - i piloni saranno completati e si prevede l'inizio della posa delle travate di cemento che sosterranno gli impalcati metallici e i binari. Se non accadranno rallentamenti significativi, entro il 2008 tutte le opere accessorie saranno completate ed entro la prima metà del 2009 il raddoppio ad Ostiglia sarà funzionante. Per quella data - prosegue Borghi - Rfi ci ha dichiarato la volontà di dismettere i binari che corrono sull'attuale ponte. Per questo abbiamo già preso contatto con l'Anas (proprietaria del ponte ndr) perché si attivi per tempo in modo da evitare che al momento della dismissione non vi sia alcun ente in grado di raccogliere questa importante eredità che significa la possibilità di raddoppiare il ponte stradale».BR