01 marzo 2006 —
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sezione: Attualità
ROMA. Reciprocità, non ritorsioni. «Se la Francia non apre il suo mercato noi chiudiamo il nostro in attesa che lo faccia», dice sostanzialmente Romano Prodi, leader dellUnione. E quindi stop allopa francese su Bnl e ricongelamento del voto di Edf in Edison. Reciprocità, ovvero stesse possibilità di agire sul mercato francese da parte di imprese italiane. Intervistato da Bloomberg News Prodi lancia quelle che dovrebbero essere le contromosse dopo la fusione Gdf-Suez che taglia fuori Enel dal mercato francese. «Il rispetto delle regole è lunica logica che va difesa», dice Massimo DAlema, presidente Ds. «Se ci sono le condizioni, credo che la strada giusta sia la procedura dinfranzione contro la legge francese sulle Opa», aggiunge Piero Fassino, segretario della Quercia. «Se non si aprono anche loro noi dobbiamo proibire le loro acquisizioni in Italia perché non possiamo essere considerati solo oggetto di acquisto», aggiunge Prodi. Ed elenca i no francesi: «Hanno comprato i formaggi ma non ci hanno lasciato entrare nelle autostrade, quando cè stato il tentativo di acquistare Dexia si sono opposti. Nel frattempo hanno preso partecipazioni nelle nostre banche, a cominciare da Intesa, fino a Mediobanca. Non possiamo mica pensare ad una asimmetria di questo tipo».
Ostacoli anche allOpa di Bnp Paribas su Bnl? «Non cè dubbio - risponde Prodi - ed è qui che dobbiamo fare una politica europea. Però quando il ministro francese, a Bruxelles, annunciava la strategia per la fusione Suez-Gas de France, non era presente alcun ministro italiano».
Prodi dice anche di più. In assenza di simmetria delle regole occorre correre ai ripari, creare anche noi «i nostri campioni nazionali». Fusione Enel-Eni, dunque? «Certamente lesigenza di rafforzare le imprese nazionali è diventata urgente in questa situazione».
Prodi che diventa antieuropeo? Che pensa ritorsioni? «Ma quali ritorsioni - reagisce il leader dellUnione - non ho mai parlato di ritorsione ho parlato di regole uguali».
Da Fausto Bertinotti linterpretazione autentica del pensiero del leader dellUnione: «La reciprocità è il contrario del protezionismo, che è unidea unilaterale di autodifesa. Al contrario la reciprocità è lidea di stare in unarea integrandosi in questa area. Tuttavia avendo una parità di opportunità».
Lidea del leader dellUnione è quella di un intervento italiano, senza confidare nelle reazioni dellEuroparlamento. «Il Parlamento europeo - ricorda Prodi - ha bloccato lOpa europea, qui purtroppo con il contributo dei parlamentari della maggioranza italiana. Così noi ci siamo preparati ad essere aperti mentre gli altri chiudevano». Che è un po quello che rimarca Luca di Montezemolo, presidente di Confindustria: «Ci vogliono regole europee più dure e più forti sullOpa». Ancora Prodi: Giulio Tremonti, gli viene fatto osservare, pensa a un decreto legge. Lei è daccordo? «Ci sono diverse opzioni possibili, vediamo quale verrà scelta».
Ma scettico sulla possibilità di un decreto legge si dice Bruno Tabacci, Udc, presidente della Commissione Attività produttive della Camera: «Non credo che il governo italiano stia preparando alcun decreto, quanto alla fusione Eni-Enel invito le due aziende energetiche italiane a guardare allestero».
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Alessandro Cecioni