04 febbraio 2006 —
pagina 27
sezione: Agenda e Lettere
OSTIE E DIVORZI
E io che sono
al 60º di nozze...
Il signor Benatti in una lettera alla Gazzetta di Mantova del 25 gennaio, rivela quello che doveva essere, o che avrebbe dovuto essere un segreto, e cioè che in una foto su «Oggi» si vede il signor Berlusconi che durante la messa delle esequie di Craxi, prende dalle mani del vescovo di Tunisi lostia consacrata per la S. Comunione. Il signor Benatti ricorda che la Chiesa Cattolica vieta lEucarestia ai divorziati e risposati, come nel caso del signor Silvio. Nellapprendere la notizia «segreta» non ho fatto a meno di meravigliarmi, perché quando andavo al catechismo, tanti anni fa, mi hanno insegnato che il matrimonio è un sacramento: «luomo non divida ciò che Dio ha unito».
Non vorrei che con il passare del tempo le regole fossero cambiate anche per la Chiesa, sarebbe una bella fregatura per quelli come me che hanno fatto del loro meglio per non rompere il vincolo del matrimonio religioso. Nel caso mio sono al sessantesimo, con laiuto di mia moglie e per grazia di Dio. Non credo che al catechismo mi abbiano insegnato delle bugie.
Certo che se ha sbagliato il vescovo, non mi sembra una cosa bella.
Senatore Compagnoni
CARO BERLUSCONI
Voglio un governo
che pensi a noi
Vorrei tramite la Gazzetta inviare una lettera aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per ringraziarlo per tutto quanto ha fatto per questo Paese. Leggi, opere pubbliche, provvedimenti fiscali eccetera, tutti provvedimenti che hanno migliorato in maniera significativa la vita di chi era già ricco. Potrebbe sembrare una battuta ma anche queste sono scelte, ha avuto una grande attenzione per una classe, quella più agiata che mi pare non sia una maggioranza in questo Paese. Ora, signor presidente, tutti noi meno abbienti stiamo aspettando con ansia un nuovo governo che si faccia carico: dei pensionati, dei ceti medi, e di tutte quelle persone senza un minimo di tutela e magari senza reddito neanche minimo per sopravvivere. Forse lei presidente, quando passeggia per le vie di Roma o di altre città non riesce a intravedere il disagio della gente coperto come è dalla sua scorta.
Un breve elenco delle cose che non funzionano in Italia potrebbe essere questo: ferrovie, al disastro, poste, prezzi che non consentono alla gente di esistere, la compagnia di bandiera Alitalia sullorlo del fallimento, senza contare che basta accendere radio o tv e leggere qualche giornale non di sua proprietà per apprendere notizie sulleconomia decisamente scoraggianti. E non credo che questa sua continua sovraesposizione mediatica la possa ripagare con la vittoria elettorale, i fatti non le danno ragione nonostante le sue fatiche televisive e radiofoniche.
Alberto Montanari A TUTTI I POLITICI
Avanti a litigare,
vedrete come finirà
A tutti i politici di destra, di sinistra, di centro e di periferia: attenti! Dalle notizie che leggiamo sui giornali a quelle che vediamo in tv, possiamo dire che ormai siamo al capolinea. La corda ormai è tesa al punto che basta un piccolo strappo e crolla tutto. Ormai siamo arrivati a un punto dove tutto è caos; tutti contro tutti; quello che fanno i «bianchi» non va bene ai «rossi»; quello che fanno i «verdi» non va bene ai «gialli». Se uno dice «spade», laltro dice «bastoni» o «denari» o «coppe». Ormai si è capito che lo fanno non per convinzione ma per essere contro e basta. Limportante è essere contro, a cosa non si sa. Basta dire «no» e andare in piazza a manifestare. Stanno tutti con il cronometro in mano per cronometrare quanto tempo sta Tizio in tv rispetto a Caio; a guardare a quale trasmissione partecipa. Di tutto questo agli elettori importa un cosiddetto fico secco. Non hanno ancora capito che allelettore interessa solo essere ben governato, e non da chi, e vivere decentemente? Questo per quanto riguarda la politica. Diamo uno sguardo alla finanza e anche in questo ramo non è che andiamo meglio. Quello che è avvenuto nel 2005 oscura il 1992. Tutti ad arraffare soldi, accumulare miliardi su miliardi, tutto un «magna-magna» senza guardare in faccia nessuno, non importa il «colore di appartenenza», il colore del denaro è neutro e fa gola a tutti!
E unindecenza vedere tutto ciò mentre cè gente che muore di fame e freddo lungo i marciapiedi dove questi signori camminano; è ripugnante vedere come questa gente gira in Ferrari o Mercedes, liberamente, naviga con panfili da nababbi e tra laltro sono riveriti e rispettati mentre una povera disgraziata che ha tentato uno scippo per sfamare i propri figli debba scontare due anni di galera. Attenti signori, da un giorno allaltro potremmo svegliarci e trovarci al 28/10/1992 (Roma) o come in Cile all11/09/1973. Ricordate bene queste date; per cancellarle sappiamo tutti quanto è costato. Volete questo? Continuate per la vostra strada! E Dio ce la mandi buona.
Eligio Perezzani
ASSICURAZIONI
Grazie anche a voi
mi hanno pagato
Con riferimento alla mia precedente lettera pubblicata in data 3 febbraio scorso, con la presente vorrei segnalare che grazie alla stessa e a quelle trasmesse in copia a diverse associazioni dei consumatori, al blog di Beppe Grillo, a Striscia la Notizia, alla redazione di Mi Manda Raitre, la «solerte» assicurazione mi ha inviato un messaggio per informarmi di aver provveduto alla liquidazione di quanto dovuto. Ringrazio la Gazzetta di Mantova per il supporto e al contempo vorrei evidenziare le grandi possibilità offerte da Internet, senza il quale non sarei mai riuscito a fare sentire così forte la mia voce.
Matteo Benedusi
LAPPELLO
Settore benessere
Basta con il far west
LUnione Benessere e sanità che fa parte della Cna di Mantova invoca chiarezza, soprattutto sul piano normativo. E denuncia come il proliferare di leggi regionali sulle discipline del settore benessere crei confusione e penalizzi un settore in continua evoluzione e che fa girare in Italia 14 miliardi di euro. Il settore perciò auspica che il presidente della Repubblica firmi il decreto 543 che mette in capo allo Stato la normativa generale sui profili professionali e i relativi requisiti didattici, eliminando così un «far west» legislativo a livello locale. Il mondo legato al benessere e allestetica ha subito unaccelerazione impressionante negli ultimi anni, sia sul piano della creazione di valore, che su quello dellinnovazione. Basti pensare alluso sempre maggiore di nuove tecnologie nelle macchine dellestetica o allevoluzione dei prodotti utilizzati per la cura del corpo.
Questo ha dato vita a una rivoluzione che ha moltiplicato le figure professionali coinvolte nelle discipline del benessere e in qualche modo ha trasformato la legge di settore 1/90, seppure di grande importanza per il comparto, in una normativa superata. La legge 1190, infatti, ha istituito la figura professionale dellestetista dando riconoscimento a tutta una serie di professioni che 16 anni fa non avevano un vero e proprio profilo professionale. Oggi però abbiamo bisogno di una normativa che ci consenta di crescere e qualificarci ancor più: pensiamo a una scuola superiore di settore o corsi riconosciuti per evolvere la nostra preparazione. Non abbiamo certo bisogno di normative non omogenee sul territorio che creino difficoltà e ci impediscano di tenere con tranquillità il nostro mercato in un momento storico di grande trasformazione.
È assurdo che in un mercato basato sulla mobilità del lavoro le imprese di settore debbano ottemperare a normative diverse da una regione allaltra.
Direzione Unione Benessere e Sanità CNA Mantova
PROSTITUZIONE
Non è evasione,
sono solo marchette
La Commissione Tributaria ha stabilito che il reddito derivante da prostituzione non è tassabile. Il compenso per la prestazione fornita sarebbe un indennizzo per il «danno subìto» e come tale esente da imposte. Questa sentenza presenta il vantaggio di risolvere radicalmente il problema dellevasione fiscale in Italia. Chiunque venga accusato di evadere il fisco, per il fatto di aver acquistato beni per un valore incompatibile con il reddito dichiarato, dora in poi è autorizzato ad avere entrate aggiuntive non tassabili e quindi giustamente non dichiarate, grazie alle quali far quadrare il bilancio, chiudendo così i conti con il fisco.
Lindustriale dichiara un reddito zero e viaggia in Rolls-Royce o su un lussuoso panfilo appena acquistato? Nessun problema! Non si tratta di un evasore fiscale, ma di uno che sopperisce con mezzi propri e con la libera iniziativa personale alle difficoltà del mercato e del momento. In altre parole, lindustriale si è ingegnato e a tempo perso fa... il marchettaro. La legge non proibisce di esserlo. Il supposto evasore potrà dunque autocertificare (non essendo per fortuna previsto che ne fornisca prova pratica diretta sugli ispettori del fisco) che lunico reddito prodotto è quello esentasse dovuto ad esercizio di attività integrativa, collaterale e complementare a quella ufficialmente dichiarata, avente carattere «libero-professionale» e per la quale è previsto indennizzo (per il «danno subìto»), che prende il nome di marchetta. Così non di evasione si tratta, ma di marchette.
Omar Valentini