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Storia d’amore e di perdita

Cos’altro ci si potrebbe aspettare da una ragazza che a 13 anni resta folgorata dalla lettura di “Cent’anni di solitudine” e decide di afferrare in qualche modo il fantasma della nostalgia? Leggendo “La storia dell’amore” di Nicole Krauss ciò che resta impigliato nella trama, nei tratti dei personaggi, nei dialoghi, negli sguardi e nei non detti è, ancor prima di uno sfrenato bisogno d’amore, il desiderio, una struggente mancanza. “La storia dell’amore” intreccia sei vite che in epoche diverse sperimentano il vuoto di una perdita e si animano della forza per colmarla, o per sopravviverne in modo dignitoso.
 Al centro del romanzo c’è un libro “La storia dell’amore” appunto, scritto da Leo Gursky quando, ragazzino negli anni Trenta, viveva in Polonia e si innamorò di Alma. L’avanzare dei nazisti li divise: lei in America, con suo figlio in grembo, lui per anni a nascondersi in buche e boschi.
 Quando finalmente Leo arriva a New York, ritrova Alma sposata e per lui la vita ricomincia da questa ennesima perdita.
 Impara da un cugino il mestiere del fabbro e diventa vecchio, si avvicina alla fine tentando in ogni modo di non essere più invisibile agli altri, arrivando persino a posare nudo in una accademia d’arte. Leo sa di avere un figlio: lo segue da quando ha cinque anni, sa che fa lo scrittore, che ha successo.
 Da qualche parte a New York qualcuno è inconsapevolmente sulle tracce di Leo: Alma Singer. Quindicenne in fiore, ha perduto il padre - un pioniere della nuova Israele - e con lui anche un pezzo di madre, Charlotte, annichilita da questo lutto.
 Alma si chiama come la protagonista de “La storia dell’amore”, che il padre, durante un viaggio in Sud America aveva acquistato in spagnolo e regalato alla moglie.
 Ora un misterioso signore invita via lettera Charlotte a tradurre il libro in inglese, perché gli ricorda qualcuno di amato che lo leggeva per lui, prima di dormire.
 La piccola Alma spera che dietro questa richiesta così inattesa si possa celare un nuovo amore per sua madre e intraprendente com’è si inserisce in questa corrispondenza cominciando a tirare il bandolo della storia.
 Nel frattempo Leo scrive un nuovo libro “Parole per tutto” che invia al figlio scrittore, sperando così in un incontro che avrebbe potuto risolvere tutta una vita.
 All’appello mancano le storie di Litvinoff, responsabile della versione spagnola del libro e di Bird, fratello minore di Alma, che si crede predestinato da Dio finendo per essere il catalizzatore della meravigliosa scena finale.
 Sullo sfondo l’Europa che brucia e l’impossibilità anche solo di credere alle notizie che arrivano per chi è riuscito a passare l’Atlantico e ha lasciato pezzi di sé di cui non resterà che una nostalgia senza fine. Il libro della Krauss è stato definito dal Nobel J.M. Coetzee, uomo quanto mai parco nei giudizi, “tenero, affascinante, originale”. È proprio così, nient’alto da aggiungere.
Tina Guiducci Nicole Krauss, “La storia dell’amore”, Guanda, 299 pagine, 15 euro