ARCHIVIO la Gazzetta di Mantova dal 2003

Senza Titolo


FORZA MANTOVA
Mister Agostinelli
e il Piccolo Brasile

 Vorrei approfittare della Gazzetta per inviare un messaggio al sig. Andrea Agostinelli, allenatore del Mantova Calcio nella stagione 1997-98. Mi è spiaciuto che il mister romano non abbia mai citato di avere allenato la nostra squadra, pur commentandone le partite a «90º Minuto». Avendo avuto il piacere di conoscerlo, ricordo che gli dava sicuramente fastidio il fatto che i mantovani non perdessero occasione di parlargli delle gesta del «Piccolo Brasile» e degli anni lontani della serie A... «Dopo tanti anni cambiate pagina!», ebbe occasione di dirmi quasi stupito di tanto attaccamento alla storia della squadra bianco-rossa (in romanesco la frase risultava più colorita). Domenica dopo aver letto la nostra Gazzetta ho cercato l’articolo della «rosea» sulla partita di Piacenza. Il titolo dell’articolo, mezza pagina, scritto da un giornalista non mantovano, riportava: «Il Mantova si veste da piccolo Brasile». Mi ha fatto davvero piacere leggere questo anche su un quotidiano nazionale: evidentemente non siamo gli unici a ricordarci di quel bel periodo; alla faccia sua mister (non posso essere più colorito) e in bocca al lupo.
Gerry Pasolini

ARTIGIANATO
Prodotti italiani
Subito le norme

 E’ necessario che il Senato approvi rapidamente le norme per la riconoscibilità e la tutela dei prodotti italiani. Ne va della sopravvivenza delle nostre imprese. E’ l’appello lanciato dall’Upa-Confartigianato durante l’audizione presso la decima Commissione Industria del Senato sul provvedimento che istituisce marchi per la riconoscibilità e la tutela della qualità dei prodotti italiani. Il provvedimento recepisce le nostre sollecitazioni e rappresenta un’arma strategica per difenderci dalla concorrenza sleale dei pesi emergenti, dalle importazioni illegali di merci a costi irrisori e a scarso valore aggiunto, dal fenomeno della contraffazione che sottrae alle aziende italiane 6 miliardi di euro l’anno.
 Segnaliamo l’importanza di quattro articoli della proposta di legge: l’istituzione del marchio per identificare i prodotti interamente realizzati in Italia, compresi i semilavorati grezzi; l’obbligatorietà dell’etichettatura di provenienza dei prodotti extra Ue; la carta d’identità dei prodotti finiti made in Italy; l’applicazione dei principi di legge a tutti i marchi collettivi e alle denominazioni ed etichettature previsti nelle legislazioni regionali per la tutela della qualità delle produzioni territoriali.
 Sappiamo che i marchi, da soli, non bastano per arginare la gravissima crisi in cui si dibattano soprattutto le piccole e medie imprese, in particolare del settore tessile-abbigliamento-calzature. Bisogna anche puntare su innovazione, qualità, contenuti tecnologici del ciclo produttivo. Basti pensare che secondo un’indagine di Eurobarometro, il 94% dei consumatori, dell’Unione Europea cerca un prodotto di buona qualità, e il 69% dei consumatori europei ricerca prodotti caratterizzati dal paese d’origine.
Upa-Confartigianato Mantova

VIRGILIO
Ma con la giunta
non c’entriamo

 In relazione alla lettera pubblicata a firma «Gruppo consiliare Beduschi per Virgilio» in merito alle modalità di recupero Ici attivate dalla amministrazione locale, precisiamo che nessun nostro rappresentante fa parte dell’attuale compagine amministrativa del Comune di Virgilio, né in consiglio Comunale né in giunta. Al momento delle ultime elezioni comunali, lo Sdi con una scelta chiara e motivata ha ritenuto di non partecipare alla sfida elettorale, non riconoscendosi nelle scelte fondamentali, politiche e di rappresentanza, attuate dalla lista civica «Progetto per Virgilio» ora in maggioranza. Questa posizione, ovviamente, non pregiudica le scelte di politica generale che, anche sul territorio, ci vedono impegnati in linea con le strategie del centro sinistra, ma questo avviene tuttora all’esterno della compagine amministrativa oggi alla guida del Comune di cui, senza entrare qui nel merito, non abbiamo in alcun modo contribuito a determinare le decisioni poste in essere nell’ultimo anno e mezzo.
 E’ chiaro che la nostra attività politica è proseguita e continua, sempre attenta alle esigenze dei cittadini, con libertà di giudizio e di stimolo su tutte le tematiche che interessano i cittadini di Virgilio, sempre pronti a dare il nostro contributo e sempre aperti a valutare con grande attenzione ogni situazione che ci troveremo ad affrontare.
SDI - Sezione di Virgilio

ERRATA CORRIGE
Carra, il tempo
sarà galantuomo...

 A causa di alcuni errori tipografici indipendenti dalla nostra volontà, il testo dell’intervento di Stefano Montanari pubblicato ieri risultava a tratti non comprensibile. Lo ripubblichiamo oggi, scusandoci con l’autore e con i lettori.

 Piero Fassino, concludendo la Festa dell’Unità a Milano, ha detto che il tempo è galantuomo, e col tempo anche il fango diventa polvere. Affermazione adatta anche a quanto Carra dice sulla Gazzetta di lunedì in riferimento alla discussione sulla ricandidatura di Fontanili, sostenendo che le mie dichiarazioni sono «prive di efficacia perché non godono della necessaria autorevolezza». Può essere, ma il fatto stesso che alcuni miei semplici ragionamenti hanno portato all’«autorevole» risposta di Carra mi pare evidenzino il contrario. Sommessamente consiglierei maggior equilibrio a Carra nell’ergersi a dispensare di patenti di autorevolezza. Ho idea che l’autorevolezza, che non va confusa con l’autoritarismo, è cosa che viene dal consenso che altri liberamente esprimono nei confronti di fatti e comportamenti riconducibili ad una persona. E di solito lealtà, onesta e coerenza stanno alla base di questo processo. Per un politico poi la credibilità, che si misura nella distanza tra ciò che dice e ciò che fa, diventa la condizione necessaria per essere autorevole.
 Mi risulta difficile capire a quale di questi principi Carra si sia ispirato nel gestire la pantomima delle consultazioni interne ai DS per l’individuazione del candidato Sindaco di Mantova e poi, dato che queste hanno dato un esito a lui sgradito, ha proposto e sottoscritto un accordo tra l’area riformista e la sinistra del partito della città contro un’altra, per poi disattenderlo poche settimane dopo creando le basi per tutte le successive lacerazioni nei Dl e nell’Ulivo.
 Se l’autorevolezza si costruisce a partire dalla credibilità, e se la parola e la firma di una persona valgono come quelle di Carra, ho idea che il suo sia un percorso assai lungo e difficile. Ma la cosa diventa più grave e quando si è a capo di un organizzazione politica, perché e la stessa struttura che si rappresenta a perdere di credibilità ed autorevolezza. Proviamo solo per un attimo ad immaginare se Fassino si fosse comportato a Roma come Carra si è comportato a Mantova. La dimostrazione la si è avuta qualche giorno fa, quando è stato lo stesso Carra ad esprimere la sua protesta nei confronti delle modalità con cui è stata organizzata la visita a Mantova di Prodi. Cosa significa se si ritiene ininfluente il parere del segretario del maggior partito della coalizione? A mio avviso che si gode di scarsa considerazione da parte degli alleati. Questo proprio perché l’autorevolezza non si può ottenere per decreto, né a colpi di maggioranza, né con le furbizie, astuzie, intrighi, minacce, scomuniche e tutto il resto dell’armamentario a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.
 Per quanto riguarda invece le prossime elezioni provinciali, anche qui, invece che fare le solite elucubrazioni dietrologiche (d’altronde di solito è chi raggira che ha paura di essere raggirato), Carra, farebbe bene ad entrare nel merito della discussione. Ed il modo burocratico e sbrigativo in cui ha trattato la questione del candidato alle prossime elezioni provinciali non mi pare il metodo più idoneo. Ricordo a Carra che dai dati delle ultime elezioni regionali tra centrodestra e centrosinistra in provincia non ci sono abissali differenze di consensi e se si vogliono vincere le prossime elezioni provinciali non ci sarà bisogno di fanfare e propaganda ma di una candidatura autorevole e condivisa e poi dell’apporto di tutte le anime del centrosinistra.
 A partire da quella riformista che da sempre ha espresso grande spessore di elaborazione politica e uomini in grado di guidare importante e difficili processi di cambiamento.
Stefano Montanari