È morto Gianni Bedori Il jazz dice addio al mitico "Johnny Sax"

Ibl jazz dice addio a Johnny Sax. Gianni Bedori è morto ieri nella sua casa milanese, a Fizzonasco di Pieve Emanuele. Aveva 74 anni. Lascia la moglie Paola, le figlie Elisabetta e Patrizia. I funerali saranno celebrati oggi a Fizzonasco e la salma sarà cremata. Lutto per la musica italiana e per il jazz in particolare, che perde uno dei più grandi sassofonisti del '900. Per tutto un percorso artistico sempre accompagnato per oltre un quarantennio dall'attenzione viva della critica e dal successo, valga l'illuminante giudizio che riportiamo di Giorgio Gaslini, con il quale aveva collaborato per una ventina d'anni.BR /b Di lui Giorgio Gaslini ha detto: «Era un partner ideale, strumentista agguerrito, dal suono autentico e personale, capace di raffinatezze ma anche di furore espressivo. Riusciva a mantgenersi originali pur mettendosi al servizio dell'opera. Assolutamente raro e prezioso».BR Nato Mantova, Gianni si era diplomato in clarinetto al conservatorio di Bologna e i primi passi li aveva fatti a Milano accanto al cantante mantovano Enzo Amadori e trovando poi il batterista mantovano Ugo Conta nella formazione di Bruno Rauchi, che nei night andava per la maggiore.BR La carriera procedeva poi in due mondi diversi: la musica leggera con un repertorio popolare e, da pioniere, il free jazz, per l'incontro con Gaslini.BR Diventava amico di Mina che coniava per lui il nome d'arte di ‘Jonny Sax' e teneva ad averlo tra i musicisti collaboratori.BR La discografia di Jonny Sax ha avuto notevole rilievo: musica di consumo certo, ma sempre nel suo stile raffinato.BR Nell'attività di Bedori entrava anche la partecipazione al Festival di San Remo, per la direzione d'orchestra.BR Apparteneva alla generazione «storica» del jazz milanese ed italiano, con Cerri, Basso, Valdambrini, Sellani, Enrico Intra, Gil Cuppini, il mantovano Emilio Soana.BR Nel 1973 incideva «Dedicated to Picasso», primo disco di sax solo prodotto in Italia, giudicato un capolavoro, che infatti gli faceva ottenere il Premio della critica discografica e la Maschera d'Argento, a Campione d'Italia.BR Era stata lunga la sua collaborazione, come docente, alla Civica scuola di Musica di Milano.BR Altro incontro, discografico, con la cantante Rossana Casale ma sono state tantissime le collaborazioni con jazzisti come Guido Manusardi e Sante Palumbo. Nel 2003 - e la critica lo aveva trovato, a 73 anni, ancora «in splendida forma» - aveva realizzato un'incisione in quartetto con Giuseppe Emmanuele (piano), Alberto Amato (contrabbasso), Tony Arco (Batteria) suonando un sax tenore in Do, strumento ormai rarissimo, in gran voga negli Anni 20 del '900.BR Era stato un vero recupero archeologico ed una prova, al solito, di prestigio, per la quale aveva avuto presenti, come ospiti, Giorgio Gaslini ed Enrico Intra. Anche se abitava nel Milanese da mezzo secolo, Bedori mai aveva interrotto i rapporti con la città d'origine (dove vive la sorella Franca con la sua famiglia) e con i tanti amici. A Mantova era venuto nel luglio 2004, per Città Estate, invitato dal Comune e dal Circolo del Jazz: «Bellissimo concerto - ricorda Roberto Biagi, presidente del Circolo - in una piazza Castello affollatissima, con la Mantua Band Studio. A Bedori era stato assegnato il Premio Kramer, c'erano anche le figlie del maestro». In settembre si erano rivelati i sintomi del male, aveva subito un interevento, poi la situazione s'andava aggravando inesorabilmente. Dieci giorni or sono, presagio doloroso, Gianni aveva voluto regalare il suo sax ad un musicista amico.BR Ancora domenica scorsa era riuscito a parlare con la sorella. Ma se il nome di Gianni Bedori viene consegnato ora alla storia del jazz, nella memoria di tanti mantovani, anche non coetanei, rimarrà l'uomo, con la sua cordialità e gentilezza, con il culto dell'amicizia. Ecco perchè sono tanto profondi il cordoglio e il rimpianto. (rda)BR