Tradizioni da rispettare Chisöl, ecco il segreto

!-- renzo dall'ara -- bSant'Antonio Abate. Anche in assenza di sondaggi specifici, si può ritenere significativa la quota dei mantovani per i quali rimane, come in altri tempi, la festa di Sant'Antoni chisolèr o dal chisöl. La quota s'abbasserebbe vertiginosamente di fronte alla domanda: che cos'è al chisöl? girata magari allo stesso fornaio o pasticcere. Tutto passa, a velocità vertiginosa ed infatti assume il tono archeologico d'una commemorazione la voce chisöl sul Vocabolario Mantovano Italiano di Ferdinando Arrivabene (1882): 'covaccino, passimata, pane sottocenericcio, cioè cotto sotto la cenere".BR /b!-- renzo dall'ara -- Per parte sua, il Vocabolarietto mantovano italiano per le scuole del popolo di Ettore Berni (sempre 1882), porta addirittura la voce 'chissöl fat in casa" con la stessa spiegazione del covaccino, ad indicare una preparazione allora prevalentemente domestica, proprio l'esatto contrario di oggi.BR Considerata la difficoltà di avere, con i riscaldamenti condominiali, la cenere calda sotto la quale far covare il covaccino, ecco la ricetta del chisöl tramandata da Gino Brunetti (nella realtà don Costante Berselli) nel suo 'Cucina mantovana di principi e di popolo", uscito nel 1963: 'Il chisöl era fatto con farina bianca, acqua, sale ed un poco di bicarbonato: il tutto impastato e cotto con il testo oppure coperto dalla cenere sulla madre del fuoco. Sostituiva il pane». Sempre più difficile: il testo era una fascia circolare metallica senza fondo ma con coperchio e con due manici, da scaldare prima e coprire poi di cenere. Elementare. E non confondetelo con al mirtol (impasto di farina bianca e gialla, strutto, zucchero, scorza di limone, bicarbonato, braci sotto e sopra) o con al fiapòn (residuo di polenta impastati con farina e zucchero, rosolato in padella nello strutto). In altre parti del Mantovano in occasione della festa di Sant'Antonio veniva preparato il pinsin (lo gnocco fritto di modenese memoria), che nel caso andava zuccherato. Fondamentali anche la torta (spesso una crostata), che prendendo anche il nome di Sant'Antonio, era un portafortuna, un talismano: impediva ai tetti di precipetare. Lunga vita alle bisnonne. (rda).BR