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Aste on line: coppia di Roverbella accusata di truffa sul sito E-Bay

 ROVERBELLA. Si nascondeva tra le maglie del Web assumendo di volta in volta l’identità delle proprie vittime: è accusato di truffa aggravata Q.P.R., un polacco di 21 anni residente a Roverbella, denunciato insieme alla convivente di M.S., di 23 anni, dalla polizia di Vicenza. In agosto aveva venduto per 800 euro un pc (mai arrivato) ad uno studente attraverso il sito di aste on line E-Bay.
 Il metodo messo a punto dai due conviventi di Roverbella sfruttava il sistema di punteggi adottato da E-Bay per premiare la correttezza dei propri clienti. In pratica, per ogni transazione andata a buon fin gli utenti coinvolti ricevono dei punti, che dovrebbero esprimerne il grado di affidabilità.
 Agli ignari acquirenti on line Q.P.R. proponeva pc e altro materiale elettronico il cui prezzo variava dai 600 agli 800 euro. Sul sito di E-Bay il polacco si presentava con tanto di carta d’identità scannerizzata (ma il timbro apposto sulla foto apparteneva ad una parrocchia di Livorno), il numero di cellulare e gli estremi di una carta posta pay (ottenuta sempre attraversi documenti contraffatti) su cui si faceva versare i soldi dei pagamenti.
 Così, oltre al danno, i truffati dovevano subire la beffa di vedersi scippata la propria identità: sì, perché il polacco ne adottava di volta in volta i nomi sfruttandone il punteggio e la credibilità.
 Come anticipato, la truffa ai danni dello studente di Vicenza sarebbe solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Se il numero delle denunce ammonta a 13 in tutta Italia, gli investigatori ipotizzano infatti che le vittime della coppia possano essere molte di più. La convivente del polacco è stata coinvolta nelle accuse perché avrebbe collaborato alle contraffazione dei documenti.