Tutti i teatri di Mantova

Mesi fa promisi a Umberto Artioli di preparargli un prospetto dei teatri sorti a Mantova dalla fine del XVII secolo ai tempi nostri. Mi pento di non aver mantenuto la promessa. Forse dal palcoscenico da cui ci guarda, Umberto gradirà che il mio intento didattico si rivolga a tutti i mantovani. Le note che seguono riguardano i teatri di Mantova esclusi il Sociale che merita un capitolo a parte e l'Ariston troppo recente.
In vicolo Canove, si può ancora vedere la facciata di quello che era denominato Teatro Fedeli, istituzione all'inizio gestita dall'impresario Salomone Vitta e dal duca Ferdinando Carlo Gonzaga. Il nome gli deriva da una compagnia di comici, denominata «Fedeli».
Ai margini della Reggia gonzaghesca, sin dal tardo Seicento, esisteva un teatro che assunse varie denominazioni: Teatro della Commedia, Scena pubblica, Teatro dei Comici, sino a Teatro Vecchio. Sul suo palcoscenico furono recitate anche commedie di Goldoni, presente l'autore. Il teatro, andato distrutto durante l'assedio napoleonico, si trovava nell'attuale piazza Arche, allora piazza del Teatro Vecchio.
Nel 1767, l'Accademia dei Timidi commissionò all'architetto Antonio Galli Bibiena la progettazione e la costruzione di un teatro funzionale agli scopi culturali dell'Accademia. Maria Teresa, anche duchessa di Mantova, coofinanziò l'opera con la condizione che servisse a un numero più vasto di sudditi. Ne nacque uno dei più bei teatri del mondo. Fu conosciuto anche come Teatro Accademico, Teatro Scientifico, oggi del Bibiena.
Nel 1783 al posto di un teatro di corte, andato bruciato, fu costruito il Regio Teatro su disegno del Piermarini. Fu giudicato una «piccola Scala». L'opera fu demolita nel 1898. Sorgeva dove ora c'è il Museo Archeologico Nazionale, in piazza Castello. Nel 1821 fu inaugurato uno splendido anfiteatro, nell'attuale piazza Virgiliana, l'Arena Virgiliana. Svolse egregiamente il compito di teatro all'aperto, sino alla sua demolizione negli anni Venti del secolo scorso, per far posto al monumento a Virgilio.
Il 26 dicembre 1862 fu inaugurato in corso Pradella il Teatro Andreani, che prese il nome dal suo costruttore, il capomastro Pacifico Andreani, noto agli studiosi del Risorgimento per aver trafugato alcune salme dei Martiri di Belfiore sotto gli occhi delle guardie austriache. Il 16 giugno 1883 fu inaugurato il Teatro Arnoldi, dal nome del suo costruttore, l'arch. Gaetano Arnoldi. Commissionato dal finanziere Cesare Bonoris, sorse sulle rovine del terribile carcere austriaco della Mainolda. Più tardi il teatro fu smontato e ricostruito in provincia di Brescia.
Teatri minori furono: il Teatro della Pace, che sorgeva al primo piano del Palazzo Andreasi, tra via Broletto e via Cavour; il Teatro Cagnoli o l'Arena di via San Giovanni, un anfiteatro in legno nell'attuale via Finzi; la Cavallerizza di Casa Tommasi, in corso Pradella, vicino all'attuale palazzo della Banca Agricola.
Luigi Sguaitzer