I resti di Menna alle Grazie Domani la sepoltura

«Proprio in questi giorni - scrive il vescovo Caporello in una lettera ai sacerdoti della Diocesi - raccolgo non poca sensibilità per parte di persone che ricordano di aver ricevuto la Cresima dal Vescovo Menna». Il ritorno dei resti mortali di monsignor Agostino Domenico Menna avverrà domani alle 16.30: la sepoltura, nella Cappella di Santa Caterina del santuario delle Grazie. Lo stesso Caporello presiederà la preghiera di accoglienza e la concelebrazione eucaristica. Se molti mantovani ancora possono ricordare il giorno lontano della Cresima, dei 100 sacerdoti ordinati da Menna viventi ce ne sono ancora 60. Il primo ordinato era stato il 14 giugno 1930 Casimiro Brunelli di Formigosa; gli ultimi, il 20 giugno 1954 Renato Beduschi di Barbasso, Luigi Bolzani di San Benedetto Po, Ettore Ferri di Acquanegra sul Chiese, Giancarlo Fiorito di Suzzara, Sergio Franzini di Goito ed Enzo Verrini di Palidano.
Giuseppe Amari di Romanore (ordinato il 16 giugno 1940) e Giovanni Volta di Gazoldo degli Ippoliti (novello sacerdote dal 29 giugno 1952) sono diventati a loro volta vescovi.
A Chiari, dove Menna riposava nella tomba di famiglia accanto ai genitori ed alla sorella Teresa che lo aveva seguito a Mantova, riceveranno la salma il cerimoniere della Curia, don Maurizio Luzzara e il presidente del Capitolo Cattedrale monsignor Ciro Ferrari, già segretario particolare ed esecutore testamentario di Menna. Il parroco clarense don Rosario celebrerà il rito funebre nella chiesa cimiteriale, presente l'ausiliare emerito di Brescia monsignor Olmi.
Perchè monsignor Menna sarà sepolto nel santuario della Beata Vergine Maria, alle Grazie?
Il vescovo Menna - ha scritto don Roberto Fornari - lo considerava il ‘suo Santuario' e non solo per la sentitissima devozione mariana, dimostrata già quando chiedeva (e otteneva) di celebrare la prima Messa, nedl 1898, proprio il 15 agosto, festa dell'Assunta.
Ma, diventato vescovo, promuoveva nel maggio 1932 le Missioni e la celebrazione del 25º anniversario dell'Incoronazione della Madonna, portando l'immagine dalle Grazie in Sant'Andrea. Alla processione partecipava anche il metropolita e arcivescovo di Milano, cardinale Ildefonso Schuster. Emozione che il vescovo di Mantova poteva rivivere nel 1949 in ben altro clima, politicamente acceso. E Menna, si scontrava con i Passionisti, che nel 1935 non volevano lasciare il Santuario a loro affidato fino dal 1905, consegnandolo cosi al clero secolare. Il vescovo curava i primi restauri e faceva collocare l'immagine al centro dell'altar maggiore, dov'è adesso. Nè può essere dimenticata la sensibilità di Menna nell'operazione che doveva portare al recupero delle statue nel santuario dopo la scoperta dell'antiquario sir James Mann. Sono molto significative le lettere del vescovo a Mann, anche negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale. (rda)