Abissinia, Vajont, Firenze: la benzina finanzia di tutto

ROMA.Gestori e benzinai oggi incontreranno il ministro Marzano sul tema scottante del caro benzina (che terrà alta l'inflazione anche in marzo). E attaccheranno: l'esclusiva li obbliga a rifornirsi da una sola compagnia, con la quale non possono contrattare il prezzo, alla faccia della concorrenza, fa notare Moreno Parin, presidente Figisc-Confcommercio del Veneto. Dunque i benzinai sono stanchi di fare i capri espiatori, stretti tra le mille tasse e impossibilitati a ritoccare al ribasso. Per gli automobilisti anche le previsioni non sono buone: il petroliere Edoardo Garrone (Erg) prevede infatti tensioni internazionali sul prezzo della benzina fino almeno all'estate, perchè le scorte sono basse. Certo il prezzo della benzina è un puzzle. Il primo aumento dell'accisa, ricorda l'Aduc, fu deciso nel 1935 per finanziare la guerra d'Abissinia. Poi, di seguito: 14 lire per la crisi di Suez del 1956; 10 per il disastro del Vajont ('63); 10 alluvione di Firenze ('66); 10 terremoto del Belice ('68), 99 Friuli ('76) e 75 Irpinia ('80). Ben 205 lire per la missione in Libano ('83); 22 in Bosnia ('96) e 39 (0.020 euro) per il contratto autoferrotranviari del 2004. In tutto, 486 lire, cioè 0,25 euro. «In un Paese civile - accusa l'Aduc - al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa».