sabato 20.03.2010 ore 23.37

ARCHIVIO la Gazzetta di Mantova dal 2003

Al Festivaletteratura arriva Quino con la sua Mafalda

S’incrina il muro di silenzio gelosamente eretto dal comitato organizzatore attorno al Festivaletteratura: a otto mesi dalla manifestazione c’è già il primo nome. Tra gli ospiti dell’ottava edizione figura il disegnatore argentino Joaquin Salvador Lavado - in arte Quino - il papà di Mafalda, che quest’anno festeggia i quarant’anni di vita. Per l’occasione, l’enfant terrible dalla grande testa arruffata è stata scelta come testimonial dal Touring Junior - l’associazione del Touring club Italiano riservata ai più piccoli - che le ha dedicato una mostra itinerante.
 Intitolata “In viaggio con Mafalda”, la mostra è a cura da Ivan Giovannucci ed è stata inaugurata ieri nella sede milanese del Touring, dove sarà ospitata sino al prossimo 21 febbraio quando comincerà il suo giro per lo Stivale. L’ultima tappa del viaggio di Mafalda - che prevede anche laboratori didattici riservati ai più piccoli - sarà proprio il Festivaletteratura di Mantova a cui parteciperà lo stesso Quino. Nata in origine come testimonial per la campagna pubblicitaria di un’azienda di elettrodomestici, la piccola grande contestataria di minestre fa la sua prima comparsa nel 1964 sul settimanale argentino d’informazione “Primera Plana”. Dopo qualche mese Mafalda - bambina sfrontata e pestifera, in lite con il mondo e implacabile nell’inchiodare gli adulti alle proprie contraddizioni - diventa protagonista di una striscia quotidiana, e nel ’68 varca l’oceano per sbarcare in un’Europa animata dalla contestazione politica e sociale.
 È l’inizio di una lunga avventura che farà della corvina e arruffata Mafalda una tra le più amate eroine di carta del Novecento, icona globale e senza tempo della rivolta contro le ingiustizie di un mondo malato - il suo migliore amico è il mappamondo, a cui applica con ostinata dedizione bende e cerotti per alleviarne le ferite - che vive tuttora di vita propria, nonostante siano passati più di trent’anni da quando Quino ha disegnato l’ultima striscia, la millenovecentoventesima.
 Era il 1973 e sull’Argentina si allungava minacciosa l’ombra della dittatura militare di Videla che da lì a qualche anno avrebbe preso il potere. Insomma, le cose si stavano mettendo male per la satira e per Mafalda, che mai avrebbe tollerato la museruola della censura. Avrebbe continuato a camminare da sola insieme agli amici Susanita e Manolito e al fratello Nando, mentre Quino tornerà a disegnarla solo in occasioni particolari, come la campagna Unicef del 1977 per la dichiarazione dei diritti del bambino.
 Popolare in tutto il mondo, quest’anno Mafalda compie quindi quarant’anni e anche il Festivaletteratura si prepara a festeggiarla insieme al suo creatore.
 Del resto non è la prima volta che la manifestazione ospita disegnatori e vignettisti i cui personaggi sono entrati nell’immaginario collettivo, eroi di carta spesso inconsapevoli e cittadini a pieno titolo del mondo della letteratura. Due anni fa è stata la volta di Francesco Tullio Altan, invitato a Mantova per festeggiare i 15 anni del mensile dedicato alla Pimpa, la simpatica cagnolina a pois rossi dal carattere altruista, nata dalla sua matita.
 Per l’occasione il Palazzo del Mago ha aperto le porte alla redazione della rivista che ha coinvolto i bambini nella realizzazione del giornale. Altan si è anche aggiudicato il premio “Scrittori in prestito”, istituito dalla Presidenza della Regione Lombardia e riservato agli autori più richiesti nelle biblioteche del territorio. A consegnargli il riconoscimento, in una piazza Virgiliana affollata da centinaia di bambini e animata da una girandola di colori e musica, è stato il consigliere regionale di Forza Italia Enzo Lucchini.
 Nessun imbarazzo da parte di Altan, autore oltre che della Pimpa dell’operaio Cipputi e del Cavalier Banana. Sempre nel 2002, accanto a romanzieri del calibro di Michael Cunningham e Ian McEwan, ha incontrato il suo pubblico la spagnola Elvira Lindo, la mamma di Manolito Quattrocchi, monellaccio di periferia al seguito della sgangherata banda dei Piedi Sporchi.
 Autrice di testi per la radio e di scenografie per il cinema, la Lindo vive a Madrid e la sua canagliesca creatura tradisce una certa somiglianza di carattere con Mafalda: gracile e occhialuto, Manolito si fa beffe del mondo degli adulti, svelandone contraddizioni e ipocrisie. A dividere il palco con l’autrice madrilena c’era il giovane disegnatore mantovano Alessandro Sanna, che ne ha illustrato i romanzi “Manolito on the road” e “Manolito e l’imbecille”. Insomma, sembra proprio che lo sguardo dei piccoli eroi di carta - innocenti e feroci come solo i bambini sanno essere - sia in grado di cogliere le storture di un mondo costruito a misura di adulto, un mondo che - parafrasando Quino - continua ad aver male all’Africa e al Mediorente, mentre le vecchie ferite non si sono ancora rimarginate.
 Incerottarlo e metterlo a dormire è forse un’utopia, ma la rabbia sincera e surreale di Mafalda è ancora lì a testimoniare che ai bambini è affidata la coscienza critica dei “grandi”, a ricordarci implacabile che il re è nudo.
Igor Cipollina

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(25 settembre 2008)

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