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Treni, peggio del Pendolino c’è la Mantova-Milano

Grazie alla Gazzetta di Mantova, sono alla ribalta i servizi di trasporto ferroviario, dove questioni annose e questioni recenti sembrano arrivate al capolinea.
 Dopo anni in cui la rete ferroviaria veniva progressivamente ammodernata, per quel che riguarda Mantova, dapprima compresa nel compartimento ferroviario di Verona e poi con la regionalizzazione delle infrastrutture e dei servizi, ci si è accontentati di una manutenzione ordinaria alla Stazione, rimettendo alla buona volontà di terzi interventi strutturali sulle linee e sui collegamenti. Unico intervento ascrivibile all’interessamento di qualche mantovano è stato il passaggio una volta al giorno di un Pendolino, che ora Trenitalia ha deciso di tagliare per scarsità di domanda. La questione ha scatenato immediato interesse, al quale si è aggiunto altrettanto interesse per i collegamenti ferroviari regionali.
 Le due questioni vanno mantenute separate: per la prima, le decisioni assunte corrispondono agli effetti di una privatizzazione fatta troppo in fretta, dove prevale sempre e comunque la logica dell’impresa obbligata a fare i conti con costi e ricavi e dove il concetto di servizio pubblico è pressoché sparito. Basterebbe avere garanzia di orari attendibili, di collegamenti certi e affidabili con Verona e Modena, e Pendolini per Roma ce ne sarebbe più d’uno e a orari diversi: un Pendolino al giorno che passa per Mantova non cambia la vita di nessuno.
 La questione dei collegamenti regionali è ben più annosa e di grande spessore sociale.
 Da troppi anni migliaia di studenti e lavoratori mantovani sono costretti come pendolari a servirsi di linee inadeguate, di carrozze vecchie e sporche a cui una qualsiasi ispezione dell’Asl metterebbe i sigilli per manifesta inadeguatezza igienica, dove gli orari di partenza e arrivo sono tutti i giorni un terno al lotto. Questa situazione è scandalosa. I pendolari e gli utenti occasionali hanno ripetutamente protestato. I rappresentanti delle istituzioni di Mantova hanno sempre avuto coscienza di questo stato di cose: forse qualcuno se ne è interessato, ma se di risultati non se ne sono visti qualche dubbio sulla reale capacità di rappresentare interessi veri della collettività sorge. Ci pare poco e persino improprio che illustri rappresentanti delle forze politiche e delle Istituzioni partecipino a una raccolta di firme che per un giornale è legittimo organizzare, ma che può solo dare forza ed enfasi al problema. Dagli amministratori pubblici ci si deve attendere iniziative concrete a cui conseguano risultati concreti.
 Gli Amministratori e i rappresentanti delle Istituzioni dovrebbero tutt’insieme constatare che gli sforzi profusi fino a ora non hanno prodotto il benché minimo risultato, dovrebbero quindi rimboccarsi le maniche ed esercitare fino in fondo il ruolo di rappresentanza. Quando si riuscirà a dare soluzioni ai problemi quotidiani che costringono i pendolari a una vita da cani, si sarà automaticamente risolta anche la questione del Pendolino.
Enore Facchini Per la Segr. Uil Trasporti