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Locomotore rotto: soppresso il Milano-Mantova

 Altra giornata campale per i poveri pendolari della Milano-Cremona-Mantova. Il treno che ieri sera avrebbe dovuto partire dalla stazione centrale di Milano, alle 19,21, è stato soppresso. Quello precedente, in partenza alle 18,44 sempre dalla Centrale di Milano (lo stesso che pochi giorni fa è riuscito ad accumulare un ritardo di due ore e mezza), si è messo in moto con 30 minuti di ritardo per l’ennesimo guasto al locomotore. Quasi in contemporanea l’assessore regionale ai trasporti, Massimo Corsaro, ha annunciato iniziative forti nei confronti di Trenitalia tanto contro i continui disservizi sulla linea Milano-Cremona -Mantova, quanto per opporsi alla decisone di sopprimere il passaggio da Mantova del Pendolino per Roma.
 Mentre la petizione della Gazzetta contro il taglio dell’Eurostar e i disservizi ferroviari ha raggiunto 885 adesioni (dato aggiornato alle 18 di ieri), la cronaca continua a fornire nuovi motivi di protesta.
 La soppressione del treno per Cremona e Mantova delle 19,21 è dovuta ad un guasto al locomotore. In questi casi, normalmente, si provvede alla sostituzione con un mezzo fatto arrivare da un deposito. Sembra che questo ieri non sia potuto avvenire. I viaggiatori sono stati indirizzati su un locale per Piacenza che li ha portati fino a Codogno dove hanno trovato un treno che li ha portati a Mantova alle 22,20. Un’ora dopo il previsto. A bordo del treno delle 18,45 (40 minuti di ritardo) c’era anche il segretario regionale della Cisl - trasporti, Dario Balotta. Commento? «C’è una disastrosa carenza di materiale rotabile e di locomotori in particolare. Che tra l’altro hanno un’età media che tocca i 25 anni. Andando avanti così, senza manutenzione per via dei tagli e senza nuovi treni le cose non possono che peggiorare». Intanto l’assessore regionale Corsaro (An) ieri ha spedito una piccata lettera a Trenitalia per esprimere la contrarietà sulla soppressione del Pendolino nel tratto mantovano. «Avevo già scritto a Trenitalia per esprimere il forte dissenso della Regione - spiega Corsaro - e la società mi aveva risposto che era per loro sconveniente da un punto di vista economico mantenere quel tratto. Argomentazione inaccettabile: Trenitalia deve fare le valutazioni della redditività del servizio offerto sull’intero territorio lombardo, non di un solo tratto» E che dice, l’assessore, delle proteste per la Mantova-Milano? «I pendolari hanno ragione - dice Corsaro - mi sono davvero stufato dei disservizi arrecati. Assumerò presto iniziative pesanti se Trenitalia non provvederà in tempi rapidissimi a risolvere questi problemi. Sono pronto ad arrivare a sospendere l’erogazione di fondi alla società».
 La vicenda del Pendolino è anche stata oggetto di un’interrogazione della deputata di Fi, Gabriella Pinto, al ministro dei trasporti. Ieri la Pinto ha saputo che la holding Fs ha fornito spiegazioni al ministero con una nota firmata da Carlo Simeone che conferma «l’instradamento via Nogara» dal 14 dicembre dell’Eurostar. «Il provvedimento, dovuto a valutazioni di tipo economico, consente una riduzione di tempo di percorrenza di circa 40 minuti - si spiega nella nota- Trenitalia ha previsto, in ogni caso, l’instradamento via Mantova-Carpi dell’Intercity Adige, con cambio a Bologna e una nuova fermata a Modena dell’Eurostar Bergamo-Roma, offrendo un’alternativa di collegamento con Roma». Ironia della sorte, proprio ieri pomeriggio il presidente delle Fs Giancarlo Cimoli, ha annunciato che dal 2005, quando sarà attivata la linea ad Alta Velocità Roma-Napoli, aumenteranno del 50% i servizi Eurostar.