Con Corso un'incredibile rimonta In dodicimila per il ritorno in C1


Con Angelillo il Mantova aveva fatto un punto per partita ma non erano bastati ad evitare la retrocessione in C2.
L'allenatore argentino preferiva altre piazze e Pasquali chiamava ancora un ex-grande del calcio, il veronese Mario Corso, 46 anni, che curava le giovanili dell'Inter ma era già passato per le panchine di Lecce e di Catanzaro.
Cambiata categoria, rinnovamento generale dell'organico, prelevando in blocco dalla Nocerina il difensore Massimo Andreotti, 21 anni; i centrocampisti Claudio Canzian, 23 anni e Vincenzo Lamia Caputo, 29 anni.
Sempre dal Sud arrivavano i difensori Fabrizio Bobbiesi, 29 anni (Campania), Raffaele Sergio, 21 anni (Benevento, nazionale di serie C); Luigi Danova, 35 anni (Lecce); gli attaccanti Gianluca Baldini, 25 anni (Foggia) e Massimo Pedrazzini, 29 anni (Salernitana). Infine dal Pavia l'interno Paolo Bocchinu, 30 anni; dal Gorizia il diciassettenne attaccante Diego Forgianini e dalla Cremonese il secondo portiere, Luciano Arisi, 22 anni.
Con gli arrivi, anche le partenze, aperte da Avanzi alla Cremonese. Poi Corti al Lecco, Manarin allo Spezia, Cristiani al Catanzaro, Terracciano al Venezia, Zaninelli all'Ospitaletto, Mutti alla Pro Palazzolo. Lasciati liberi invece Bertani, Biffi, Morucci, Castellone.
Età media alta, nel nuovo organico prevalevano giocatori esperti, navigati, da amalgamare con i più giovani. Compito difficile, come rivelava subito il calcio d'agosto, al "Martelli": 14 mila spettatori, 0-2 con l'Inter di Trapattoni; 2-4 con la Dinamo Bucarest; 1-2 con la Cremonese. Andava male anche la la Coppa Italia.
Stentato l'avvio del campionato nel quale, dopo 39 anni, il Mantova ritrovava i bianconeri di Suzzara, guidati da Ugo Tomeazzi.
I primi malumori per l'1-1 casalingo con il Varese diventavano aperta contestazione a Sassuolo per la sconfitta (0-1), seguita dalle dimissioni del ds Fiore.
Disastroso poi l'insuccesso casalingo con il Chievo: "La squadra non esiste" il commento della "Gazzetta". Tensione fra Corso e Pasquali, anche perché erano circolate voci di un contatto esplorativo con Giagnoni.
Orizzonte scurissimo, dunque e invece, preso un punto a Novara, il Mantova cambiava faccia, grazie anche ai rinforzi novembrini degli attaccanti Luigi Zerbio, 26 anni, dal Varese e Simone Mainardi, dal Campania. Veniva ufficializzata la posizione, come direttore sportivo, di Giacomo De Caprio, già consulente per gli acquisti.
Il successo sul Casale avviava l'imprevedibile serie di altri 19 risultati utili. "Non incanta ma rende" il pragmatico giudizio della "Gazzetta".
Alla fine del girone d'andata, i biancorossi insidiavano la capolista VeneziaMestre, staccati di appena 2 punti. Dal pessimismo iniziale, i tifosi (157 i Mantua Clubs) passavano alla speranza e la stessa "Gazzetta" si lasciava andare: "Venti di C1" alla 23ª giornata.
Dietro i lagunari, emozionava lo sprint finale Mantova-Chievo-Telgate. Corso, che aveva già fuori Bocchinu, doveva rinunciare anche al bomber Zerbio, fratturato.
Secca sconfitta a Legnano (0-2) alla 24ª ma ripartenza regolarissima. Battuto al "Martelli" davanti a 12 mila spettatori, il VeneziaMestre veniva raggiunto a quattro giornate dalla fine e addirittura superato di un punto alla 32ª. Cedeva il Chievo, non così il tenacissimo Telgate.
Alla 33ª, vittoria ad Alessandria e classifica: Mantova 47, VeneziaMestre 46, Telgate 45.
Nell'ultima giornata, il calendario fissava proprio Mantova-Telgate, con i brividi del temutissimo spareggio o dei complicati calcoli per la classifica avulsa. Stadio stracolmo, almeno 12 mila, vantaggio biancorosso con Sergio ma Gatta pareggiava... Fiato sospeso fino all'estremo, poi la festosa invasione: il 5 giugno 1988 il Mantova risaliva in C1 con il VeneziaMestre, dopo un anno appena di purgatorio. Forza della squadra, la difesa: 16 gol subiti, record del girone. Massimo risultato con mimimo prodotto: 11 vittorie per 1-0! Capocannoniere Gianluca Baldini, 10 gol.
Annata nera invece per il Suzzara: esonerato Tomeazzi alla fine dell'andata, il successore Luciano Pirazzini partiva dall'ultimo posto e non evitava la retrocessione. I bianconeri comunque sarebbero stati ripescati in C2. (50-continua)

Renzo Dall'Ara