21 agosto 2003 —
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Provincia
ASOLA. Si è inventata unestorsione, un sequestro di persona, botte e anche minacce.
Quando i carabinieri di Asola hanno scoperto la verità, lei ha ammesso d aver raccontato una mega bugia, ma non ha saputo dire il perché.
Una finzione talmente verosimile che i militari, sulle prime, non hanno avuto alcun dubbio sulla veridicità delle sue denunce.
Ora Z.D., 23 anni, di Asola dovrà rispondere di simulazione di reato e procurato allarme.
La vicenda risale a qualche settimana fa quando la giovane si presenta ai carabinieri facendo intendere che il convivente si trova in un grave pericolo.
«E in mano agli strozzini. Ha chiesto un prestito di 250mila euro per acquistare una casa ed ora loro rivogliono indietro mezzo milione. Lo hanno picchiato e anche sequestrato».
Di fronte a questo scenario i carabinieri non possono certo starsene con le mani in mano. Si mettono dunque al lavoro. La ragazza, continuando nella sua incredibile finzione, conferma daver subito lei stessa delle minacce di morte e che la fantomatica banda di estorsori si sarebbe fatta viva di nuovo per pretendere la somma dovuta.
I carabinieri continuano a tenerla docchio e la giovane, sapendo della loro presenza, finge anche di ricevere una telefonata con lindicazione del posto dovè fissato lappuntamento.
Ma al rendez-vous non si presenta nessuno. A questo punto i militari cominciano ad insospettirsi e attraverso controlli incrociati, riescono a scoprire che il convivente non è mai stato sequestrato perché quel giorno era regolarmente al lavoro. E ancora che la giovane non ha mai ricevuto le telefonate dalla sedicente banda. Messa alle strette, alla fine, confessa ogni cosa ma non il perché lha fatto. Quello rimane ancora un mistero. (go)