La torrida estate del 1982: quando l'Acm divenne Cal.Ma


Il 30 maggio 1982 il Mantova si ritrovava in C2 e due giorni dopo senza allenatore: Angelo Pereni salutava tutti, amareggiatissimo per come era finita. Lo avevano preceduto il ds Dante Micheli e lo storico segretario Enzo Bertolini, dopo 20 anni.
Ad annerire ulteriormente il quadro, la rissa societaria, scatenata fin dal novembre 1981 dal passaggio della maggioranza del capitale azionario al gruppo Boninsegna- Artioli-Avanzini-Montecchi e dalla reazione del presidente in carica Romano Freddi, azionista di minoranza ma fortemente esposto (quattrini) in proprio.
Tumultuosa era stata la riunione del consiglio direttivo, il 17 aprile, con il blitz della nomina di Gianni Pasino ad amministratore delegato e con Freddi che abbandonava la seduta. Entravano i nuovi consiglieri Paolo ed Umberto Artioli, Marzio Baroni, Gino Basoni, Massimo Paccini, Lucio Avanzini, Massimiliano Montecchi.
Freddi si era dimesso il 21 aprile nell'infuriare della polemica. Artioli precisava che il bilancio era in rosso per 1 miliardo e 900 mila lire: creditori principali Freddi (391 milioni), Andrea Zenesini (220 milioni), più Micheli, i consiglieri che si erano tenute le azioni, giocatori, personale, fornitori. Si andava dicendo, fra le tante, che lo stesso Angelo Pereni avesse addirittura anticipato assegni suoi per gli stipendi ai giocatori.
Si arrivava a giugno, con le dimissioni dal consiglio di Andrea Venturelli, di Giorgio Mazzola e con l'arrivo degli ispettori federali, chiamati da Artioli & C. a verificare i conti. Nasceva intanto, guidata dall'ex-presidente Sergio Previdi, più l'irriducibile Bruno Pasino, gli appassionati Marcello Valenza e Lino Camattini, presidente del Club dal Plàtan, un comitato per costituire l'eventuale nuova società.
Artioli-Boninsegna, intanto, andavano avanti e l'11 giugno presentavano il muovo allenatore, Leopoldo Siegel, 42 anni, reduce dalla promozione in C1 della Pro Patria e premiato come miglior tecnico della C2. La Federcalcio bloccava l'assemblea annunciata al 16 giugno, convocando a Coverciano un summit Freddi-Zenesini-Artioli, presente un battaglione di avvocati: Antonio Fario, Luigi Frezza, Modestino Lieto, Isontino Cervi, Massimiliano Montecchi. Ore di discussione, rottura completa, gli ispettori federali sembravano ormai decisi a liquidare l'ACM, ma si rinviava tutto a nuovi incontri.
Tra un bollettino di guerra e l'altro, i perplessi tifosi avevano di che discutere anche per i movimenti dei giocatori, incominciando dalla cessione del gioiellino Bortolazzi alla Fiorentina, serie A, per 130 milioni, contestata da Artioli & C. e temporaneamente bloccata. Se ne andavano Lovison (Mestrina), Morsia (Foggia), Peressoni (Udinese). Cappotti rimaneva definitivamente ad Ancona.
Prendevano atto, con soddisfazione, dell'acquisto dal Parma di Sandro Catellani, 29 anni, radici a Pegognaga, vigoroso difensore, ex-Inter, Napoli, Verona, Lanerossi. Poi venivano riscattati Bresolin, Macuglia, Merlin per essere confermati, mentre Santin andava a Forlì, Bianco a Parma, Azzi ad Imperia, Montino a Jesolo e Gambin veniva svincolato. Boninsegna si muoveva bene sul mercato tornando, per l'attacco, con il bomber Osvaldo Zobbio, 25 anni, dal Treviso, più l'ala Massimo Bergomi, 22 anni, dal Mestre. Altre novità: Stefano Montanini, 24 anni, difensore dal Parma, Silvio Argenio, 19 anni, attaccante dalla Roma; Roberto Biasotti, 26 anni, mediano dalla Pro Patria (a Busto andava Corradi); Ivano Guerra, 19 anni, centrocampista dal Brescia.
Daniele Tani, 22 anni, mediano, dalla Casertana, rifiutava il trasferimento, poi ci ripensava mentre sfumava il colpo grosso: Fabrizio Larini, 29 anni, pezzo pregiato, non accettava di muoversi da Parma. Siegel si era portato da Binasco, settore speranze, il difensore Luciano Rubinie, 19 anni. Tornava infine Sergio "Maciste" Facchi, molto amato dai tifosi.
Fin dal 21 luglio, Paolo Artioli era stato aletto presidente, e Boninsegna amministratore delegato della Cal. Ma, la nuova società Calcio Mantova. Il titolo sportivo, però, rimaneva dell'Associazione Calcio Mantova.
Primo guaio, durante la preparazione: fermo almeno due mesi Bresolin, frattura del perone sinistro, conseguenza di uno scontro di gioco con il baby Silvano Mazzi, 17 anni, mantovano di Canneto sull'Oglio. (43-continua).

Renzo Dall'Ara