Nel luglio '44 pioggia di fuoco sul ponte del Po

L' attacco massiccio dell'aviazione alleata ai ponti sul Po s'inquadrava nella più vasta operazione di forzamento della Linea Gotica, ultimo baluardo delle due armate tedesche a difesa del suolo italiano. Da parte alleata era logico distruggere i ponti sul grande fiume perchè attraverso di essi non solo giungevano rinforzi in armamenti e truppe, ma transitavano verso la Germania derrate alimentari e macchinari razziati un po' ovunque. Il periodo in cui avvenne la distruzione o il danneggiamento dei manufatti in ferro, ma anche di quelli su chiatte risale alla metà del luglio'44.
La XII Strategic Air Force inviò dagli aeroporti della Puglia ondate successive di bombardieri medi e pesanti (B.25, B.26, B.17, B.24) per interrompere ogni tipo di comunicazione, stradale ferroviaria, sulla linea del Po. Era in corso la cosiddetta operazione «Mallory Major» che si doveva concludere in pochissimi giorni. Il ponte carraio-ferroviario tra Revere e Ostiglia non andò esente da questo primo grande intervento cui ne seguiranno altri con bombe sempre più ad alto potenziale, 1000, 1500, 2000 libbre allo scopo di centrare i piloni. Quando questi ordigni cadevano sul ponte carraio, spesso ne perforavano il manto stradale andando a esplodere sott'acqua, a parecchi metri di profondità, attutendo così la potenza dirompente. Il 20 luglio dopo ripetuti tentativi andò nel fiume una campata, quella carraia, senza però compromettere il flusso di mezzi e materiali. Occorre attendere il 26 dello stesso mese per constatare la completa interruzione del ponte. Dopo il passaggio di un notevole numero di caccia per mettere fuori combattimento la contraerea, entrarono in azione squadriglie di fortezze volanti che centrarono un pilone, facendo crollare in acqua ben due campate verso la sponda di Ostiglia. Le altre rimasero seriamente danneggiate. Questo ritardo nel mettere fuori uso i ponti di Revere-Ostiglia va attribuito alla difesa antiaerea che si effettuava con bidoni di fumogeni e specialmente con le batterie della Flak che sparavano da quattro punti con pezzi da 88, 90, 120 mm e mitragliere da 20: corte Due Madonne, Correggioli, nella zona di Ostiglia; corte Gottarde e Zello, in quella di Revere. Questo fuoco di sbarramento induceva le formazioni a sganciare da quote piuttosto alte, a scapito della precisione. Distrutto il ponte, i tedeschi non si persero di coraggio: dovevano assolutamente garantire i rifornimenti alle divisioni del cosiddetto «fronte sud». Fu così che allestirono tre passaggi: una passerella volante fra le arcate cadute nel fiume, un traghetto notturno su barconi, una teleferica a valle dei ponti per il trasbordo del frumento tra Revere e Ostiglia. Ma l'aviazione alleata intercettò anche questi mezzi sostitutivi e tra il settembre e l'ottobre ‘44 li mandò fuori uso. Fu allora che si dette il via alla costruzione di un ponte su palafitte che mantenessero il collegamento tra Revere e Ostiglia. Un'opera di grande ingegneria. Da Revere Scalo il binario correva parallelamente a quello esistente fino a Volti, poi girava dietro il paese, infine dopo il taglio raso terra di un paio di argini si collegava al ponte che approdava al Bugno, sull'altra sponda. Qui si congiungeva alla ferrovia dello zuccherificio e quindi alla stazione di Ostiglia. Il 2 dicembre, mentre si collaudava questo nuovo ponte col passaggio di una locomotiva con alcuni vagoni, si presentò un gruppo di caccia che a bassa quota mise a tacere la contraerea. In seguito, verso mezzogiorno, squadriglie di bombardieri a ondate successive, distrussero completamente il manufatto. In ogni caso fino all'aprile'45 il passaggio tra le due sponde di uomini e materiali, sia pure ridotto, continuò senza sosta. Il traffico avveniva naturalmente di notte per eludere la caccia alleata. Ma anche durante le ore notturne il cacciabombardiere Pippo liberava bengala per poi mitragliare o bombardare qualsiasi natante che tentasse la traversata. Giunti gli americani, l'88a divisione di fanteria, si preoccuparono intanto di lanciare una robusta passerella tra i due tronconi del ponte in ferro per assaltare nuclei di tedeschi che sparavano dalla riva di Ostiglia, successivamente costruirono un ponte su barche di fronte a piazza Grazioli (Revere) e nel corso dell'estate due su palafitte, uno ferroviario e uno carraio, a monte di quelli centrati.
*storico della seconda guerra mondiale