La Triestina ci condanna, è C2


Come anticipo della stagione 1981-82, i tifosi biancorossi avevano assistito alle partenze di Palese (dall' Udinese dirotatto poi al Catanzaro, serie A), di Cozzi ed alla rinuncia definitiva di Falcetta oltre che di Valdifiori. Ma ben altro doveva accadere: Sauro Frutti passava alla Cremonese per una bella cifra più l'attaccante Nuccio Bresolin, 26 anni, reduce da un'annata deludente.
I malumori non potevano che aumentavare per le cessioni del gioiellino Magrin all'Atalanta, fortemente voluto da Ottavio Bianchi; di Loden Cappotti all'Anconitana, di Pozzi al Pavia, di Bianco al Foggia.
Non bastasse, Gamba riscattava la lista mentre lasciavano il calcio Panozzo per fare l'albergatore e Panizza, passato con Angelo Fogolin alle giovanili biancorosse.
Contropartite? Calliman e Santin riscattati, poi gli acquisti, dei quali soltanto Mihalic si proclamava convinto, non così il ds Micheli: per la difesa-mediana Daniele Merlin, 21 anni, dal Bolzano; Domenico Macuglia, 20 anni, dall'Udinese; Giancarlo Morsia, 26 anni, dal Foggia; Carmine Montino, 23 anni, dall'Avellino. In attacco Roberto Peressoni, 22 anni, dal Conegliano; Claudio Lovison, 26 anni, dalla Mestrina e l'indubbiamente esperto Giorgio Gambin, 33 anni, dal Francavilla.
La sfiducia preventiva circondava la squadra, che pure si comportava dignitosamente in Coppa Italia.
Nostalgie della serie A, il 23 agosto al "Martelli" con il Verona di Osvaldo Bagnoli che batteva 2-0 il Milan di Gigi Radice in Coppa Italia, davanti a 21 mila spettatori. Città in tilt.
Neanche il 4-0 al Pavia in Coppa Italia frenava l'esagitato tifoso che, raggiunto il presidente Freddi all'uscita dallo stadio, gli mollava un pugno nel coppino e scappava.
Morale basso anche in campionato, per il pesante 2-4 iniziale a Padova.
Si invocavano rinforzi e la domenica dopo per il 2-2 casalingo con l'Alessandria, Freddi si trovava assediato negli spogliatoi, mentre volavano sassi.
I titoli della "Gazzetta di Mantova" interpretavano lo stato d'animo generale: "Dove mettere le mani?" (0-1 a Trento), "Il Mantova affonda" (0-2 a San Remo).
Alla 5ª giornata e con 3 punti in classifica, Gianni Mialich veniva "sospeso" dalla società e replicava: «Mi pare una vigliaccata. O mi esonerano o mi tengono».
Veniva esonerato e toccava a Gianni Bonanno andare avanti.
A rinforzare la difesa arrivava dal Casale Gianfranco Platto, 31 anni, già biancorosso nel 1972-73 e veniva recuperato Fontana, che Mialich non faceva giocare.
Alla fine di novembre, Bonanno lasciava la panchina ad Angelo Pereni, 38 anni, sponsorizzato dal "Cina" Bonizzoni, suo predecessore nel 1963-64 nonchè opinionista sulla "Gazzetta di Mantova".
La stagione procedeva però su due strade, entrambe accidentate: la squadra seguitava ad andar male, ma intanto si giocava un altro campionato, quello societario.
Roberto Boninsegna & C. non avevano rinunciato alla scalata, dopo il tentativo del 1980.
Il 28 novembre 1981 gli avvocati Lucio Avanzini e Massimiliano Montecchi, l'imprenditore Paolo Artioli e lo stesso "Bonimba" annunciavano di aver acquisito il pacchetto di maggioranza, 52 per cento delle azioni, cedute da 8 consiglieri.
Freddi, liquidava come "inqualificabile" il comportamento dei venditori. Guerra dichiarata ed a farne le spese era lo storico segretario Enzo Bertolini, licenziato in tronco dal presidente, per aver aperto la sede ai nuovi consiglieri. Freddi comunque, a freddo, ci ripensava.
Il clima non aiutava certo la squadra: «Siamo zingari tra due società» si sfogava Gambin.
Alla fine del girone d'andata il Mantova era quint'ultimo, a 13 punti.
Nel racconto, precedenza al calcio giocato, delle liti dirigenziali si avrà modo di dire più avanti.
Girone di ritorno meno peggio, con 5 sconfitte (pesante l'1-4 al "Martelli" con il Monza) e soltanto due successi, più quattro 0-0.
La vittoria casalinga con il Fano riapriva le speranze e a due giornate dalla fine la salvezza appariva possibile.
Poi la sconfitta a Bergamo con l'Atalanta (portiere orobico Mirko Benevelli), rimandava tutto all'ultima giornata: Triestina senza particolari motivazioni al "Martelli", ma si consumava il dramma, come nel 1972-73 con il Brescia. Alabardati vittoriosi, l'1-2 significava per i biancorossi l'addio alla C1 e il ritorno nella C2, come nel 1957-58, quando ancora si chiamava Quarta Serie. Bomber di un attacco asfittico Nuccio Bresolin, 9 gol.
Nel negativo bilancio, voci positive la rivelazione dell'attaccante Mario Bortolazzi, 17 anni, destinato ad una lunga carriera e la conferma di Manarin. (42-continua).

Renzo Dall'Ara