Freddi dice no a Boninsegna


Abituati o meglio, rassegnati alle consuete partenze di fine stagione, i tifosi biancorossi (leader lo storico Club dal Plàtan) speravano che Dante Micheli, per il campionato 1979-80 non si fosse rivolto soltanto ai saldi. S'era mosso bene, invece e non soltanto per il ritorno a casa di Tarocco dal Genoa, di Panizza dal Taranto e di Facchi dal Teramo. Rientrava da Rimini anche il portiere Carnelutti. Le novità si chiamavano Marino Palese, 21 anni, attaccante dalla Biellese; Vittorio Muiesan, 20 anni, attaccante e Giuseppe Fontana, 28 anni, difensore dalla Triestina; Franco Falcetta, 23 anni, difensore dal Carpi; Nevio Valdifiori, 20 anni, attaccane dal Russi ed Eugenio Gamba, 28 anni, difensore, dal Pescara. Rimaneva la struttura portante del precedente e non brillantissimo campionato con i Frutti, Ceccotti, Cappotti, Corradi, Ciaschini e si contava sul giovane Marocchi oltre che su un interessante ragazzo di Cerlongo, Giuseppe Manarin e sul portiere Nadir Brocchi, usciti dal vivaio. Rinunciava invece al professionismo il difensore Alberto Mantovani, che preferiva la Moa di Castel d'Ario, il suo paese.
Notizia accolta con generale sollievo: nella notte fra il 30 settembre e il 1° ottobre i sequestratori, dopo 11 mesi, liberavano Andrea Zenesini davanti alla stazione di Piacenza. Pagato un riscatto di 2 miliardi di lire.
Ci si doveva accorgere, intanto, che la squadra non funzionava: solo 3 punti nelle prime 5 giornate, nessuna vittoria. Come sperabile rimedio a un attacco asfittico, arrivava dal Juniorcasale la punta Santino Pozzi, 24 anni. I commenti erano generalmente favorevoli, il Mantova giocava bene ma raccoglieva poco. Con la Cremonese stava vincendo 2-0 e il nebbione fermava la partita... All'11ª giornata, sesta sconfitta a Biella, i malumori che già circondavano Tomeazzi si aggravavano: l'allenatore veniva esonerato e toccava a Ottavio Bianchi (già spettatore interessato a Biella) prendere le redini, a tempo pieno. Bresciano, 36 anni, 330 partite giocate fra B e A, le sue esperienze erano limitate alla Spal come giocatore-allenatore e poi al Siena, dove aveva rimpiazzato l'esonerato Carletto Mazzone. L'andamento migliorava, nonostante qualche infortunio che complicava l'assetto. Frutti era sempre l'uomo-gol, ma si facevano sentire Cappotti e Pozzi. Una sola sconfitta nelle ultime 13 giornate, salvezza in anticipo, 12° posto con 32 punti, per il silenzioso, pragmatico Bianchi missione compiuta. Bottino personale di "Bombardino" Frutti: 14 gol, 6 di Cappotti, diventato per i tifosi "Loden". Classifica tranquilla anche se mediocre, non così la società, agitata in consiglio dai problemi finanziari ma soprattutto da una notizia-bomba. Roberto Boninsegna aveva chiuso la sua straordinaria carriera a Verona ma non voleva certo uscire dal mondo del calcio e infatti guidava una cordata che progettava di scalare il Mantova. Per il tramite di Gianni Pasino, vicepresidente dimissionario e assistito dall'avvocato Massimiliano Montecchi, avviava la trattativa con Romano Freddi. Caccia al tesoro per scoprire chi faceva parte del gruppo Boninsegna, subito annichilito dalla valutazione che Freddi dava della società, giudicata "esorbitante": circolava la cifra di 1 miliardo e mezzo di lire. Il tira-e-molla andava avanti per tutto il giugno 1980, quando Boninsegna & C. rinunciavano. Si favoleggiava anche di una seconda cordata, rimasta nebulosa.
Fiutato il vento, Ottavio Bianchi preferiva il più sicuro approdo alla Triestina e così si apriva ancora il problema dell'allenatore. La soluzione veniva trovata con Gianni Mialich, 46 anni, reduce da Campobasso. Dante Micheli doveva ripartire con le comproprietà da sistemare, le cessioni per incassare e gli acquisti, badando a spendere il meno possibile. Come sempre, alla vigilia dell'ottavo campionato in serie C. (40-continua)

Renzo Dall'Ara