Tromba d'aria sul Martelli E dirigenza con pochi mezzi


Ugo Tomeazzi era stato confermato, a furor di consiglio e di popolo, prima ancora che iniziasse la stagione 1978-79. Come vice, Mario Veneri, vecchia gloria biancoceleste. Intanto, si rinunciava all'argenteria di famiglia, i gioiellini: Stefano Zarattoni, Virginio Araldi e Piero Bianco ceduti in blocco al Genoa, mentre Gustavo Giagnoni per la sua Roma, gradiva il portiere Alessandro Zaninelli, in comproprietà. Clausola rassicurante: Zarattoni, Zaninelli e Bianco rimanevano biancorossi ancora un anno. Per il resto invece, veniva smontata la macchina che aveva funzionato bene: al Rimini Tedoldi e Carnelutti; al Teramo Facchi, alla Triestina Quadrelli, al Genoa Della Bianchina, alla Salernitana Vatieri, al Latina Daleno; al Civitavecchia Toninelli.
Valevano altrettanto i nuovi? I tifosi dubitavano, in attesa di verifiche in campo per gli attaccanti Giancarlo Bardelli, 20 anni, dal Torino; Paolo Dri, 24 anni, dalla Triestina; Giuseppe Dell'Anna, 24 anni, dal Gallipoli, Walter Berlini, 23 anni, dal Rimini. Da scoprire anche i difensori Alberto De Rossi, 21 anni, dal Piacenza; Dino Gobbi, 29 anni, dal Verona; Massimo Berdini, 20 anni, dalla Roma, poi le giovani speranze Denny Cantarelli, 23 anni centrocampista e Paolo Zanini, 18 anni, portiere dal Legnago. Veniva buono Lizzari, rientrato alla base.
Prima giornata, sconfitta a Trieste e debutto del terzino Guido Corradi, 19 anni, di Ostiglia. Avvio stentato, l'attacco non segnava, reggeva almeno la difesa ma gli infortuni si moltiplicavano. Corsa ai ripari in novembre con la mezz'ala Rinaldo Piraccini, 20 anni, dall'Omegna e il difensore Alessandro Stoppani, 23 anni, dal Rimini, scambiati rispettivamente con Berdini e Merli.
Tegola, l'indisponibilità di Cappotti, fermo da novembre per due mesi.
Diventava patetico lo speranzoso slogan dei tifosi: "Con Cappotti, Frutti e Dri, andremo in serie B": al contrario, si affacciava il problema di non scivolare verso le zone basse. Gol segnati con il contagocce, a parte un sorprendente 5-0 alla Cremonese (24ª giornata). Alla fine, indigestione di pareggi: 20 con dieci 0-0. Sicurezza raggiunta soltanto all'ultima giornata, 13º posto, 30 punti, 3 più del Padova, retrocesso con Spezia e Modena. "Salvi, ma che pena!" lo sconfortato titolo della "Gazzetta di Mantova".
Avvicendamento ai vertici societari: presidenza a Romano Freddi, vice Gianni Pasino e Giorgio Mazzola, Rangoni rimaneva in consiglio. Se ne andava a Brescia Previdi, rimpiazzato da Dante Micheli.
Spazio purtroppo anche per brutte notizie di ordinaria cronaca: il 6 febbraio del '78, tragica fine di Erasmo Jacovone, speronato a Taranto sulla sua Dyane da un ladro d'auto in fuga. Aveva 25 anni. Poi, in luglio, comunicazione giudiziaria a Tonino Rangoni e ad altri 69 presidenti di società calcistiche per mediazione illegale di mano d'opera. La retata finiva in niente per l'intervento del governo.
Una tromba d'aria abbattutasi su Mantova in agosto non risparmiava le tribune dello stadio "Martelli", crollate. Bisognava rifarle. Infine, il 28 novembre, a Milano, veniva sequestrato Andrea Zenesini e l'ansia per la sorte dell'ex-presidente del Mantova era destinata a prolungarsi, aggravandosi per le ripercussioni sull'Europhon, che nel Mantovano aveva stabilimenti a Quistello e a Bozzolo.
Tomeazzi rimaneva in sella anche per la stagione 1979-80, sia pure per i soli giorni della fine settimana: frequentava infatti il supercorso di Coverciano.
A sostegno, si rendeva disponibile Fogolin, che aveva chiuso l'attività agonistica.
Considerata la situazione finanziaria della società, Micheli metteva prudentemente le mani avanti: campionato di trasizione, inutile farsi illusioni. Venivano risolte le questioni a metà: Zaninelli definitivo alla Roma, così Zarattoni e Araldi al Genoa. Nel capitolo partenze: Dri alla Mestrina, Stoppani al Rimini, De Rossi alla Roma, Piraccini al Brescia, Lizzari al Carpi, Cantarelli al Legnago, Toninelli al Cattolica. I tifosi si domamdavano con quale squadra Tomeazzi-Fogolin sarebbero partiti. (39-continua).

Renzo Dall'Ara