Gigliola Guerinoni ha lasciato Savona ed è già a Rebibbia Meglio tornare in carcere che sopportare i giornalisti


ROMA _ L'assedio dei giornalistiha spezzato quel che restavadei suoi nervi. E alla ®libertà¯permesso premio ha preferitoil ritorno in carcere. Così,dopo avere passato sei giornibarricata in casa della figlia,con telecamere e paparazzi appostatiad ogni angolo, GigliolaGuerinoni ha scelto di rientarein anticipo a Rebibbia. LaMantide di Cairo Montenotte,come la soprannominarono lecronache durante il processoper l'omicidio dell'amante CesareBrin che si concluse nel1989 con la sua condanna a 26anni, aveva ottenuto il permessodi trascorre le feste di Natalea Savona, in compagnia deinipotini e della figlia Soraya. L'ex Dark Lady, che molteperizie definiscono una donnaormai gravemente depressa econ un equlibrio psichico estremamentefragile, era arrivatain Liguria in incognito, con untreno, la sera della vigilia: e dovevaritornare in prigione il 3gennaio prossimo. Nel frattempo,niente obbligo di firma incaserma, nessuna formalità dasbrigare. Insomma la possibilitàdi passare qualche giornodi pace relativa dopo dodici annidi reclusione e molti mesi dicarcere duro passati a Cuneo,in regime di totale d'isolamento;settecento giorni d'inferno,il periodo peggiore dell'interadetenzione, e poi il trasferimentoa Rebibbia dove Gigliola,appena arrivata, svenne tra lebraccia dei secondini. ®Avevorivisto per la prima volta gli alberi¯,raccontò poi durante un'intervistaprima di ricevere,nell'ottobre scorso, il primopermesso per passare quattrogiorni in un convento alle portedi Roma. Ma lungo il cammino versocasa, nella notte della vigilia diNatale, gli occhi di Gigliolahanno incontrato un cronistadel Secolo XIX che ha riconosciutoquel viso nella penombradella stazione ferroviaria. Da qui l'assedio alla casa diSoraya, divenuta per giorniuna gabbia blindata. Fotografiin agguato, giornalisti al portone,telecamere in strada. Un incuboper Gigliola con la qualel'avvocato Nino Marazzita,suo legale insieme ad AlfredoBiondi, ha anche tentato di mediare,di trovare una soluzione:®Fatti vedere un minuto, le hodetto. Rispondi a due domande,ti lasci fare qualche foto, lorose ne vanno e finisce lì. Malei dopo tanto tempo in carcereè diventata così rigida, così intransigente...¯ Gigliola, infatti, quella proprostanon l'ha accettata. E l'altrasera ha preso il telefono eha chiamato il giudice di sorveglianza:®Signor giudice, ionon ce la faccio. Meglio la celladei paparazzi¯. ®Se questa èla sua volontà _ è stata la rispostadi fronte all'insolita richiesta_ nessuno può impedirglielo.Così, detto fatto, ierimattina alle 9.30 la Guerinonisi è presentata al supercarceredi Rebibbia, sezione femminile,con gli stessi due sacchi di effettipersonali coi quali era partita.I cancelli si sono aperti e sisono richiusi alle sue spalle.®E' una pena accessoria che gliha inflitto il sistema dei media¯,dicono adesso i suoi avvocatiche parlano di violazionedella legge sulla privacy. MaFederazione nazionale dellaStampa e Unione dei cronistiitaliani respingono le accuse.®La privacy spetta a chiunque_ dice Guido Columba, presidentedell'Unci _ ma i giornalististavano solo cercando notiziesulla sua vicenda e chi sta alcentro di episodi di cronaca neracosì efferati deve sapere cheattirerà sempre l'attenzione deimedia e del pubblico¯.

Natalia Andreani