Sfide perse e vinte: Repubblica-Mondadori Il divorzio dalla Fiat fu il suo trampolino


ROMA _ Il secondo "addio"all'Olivetti preannunciato daDe Benedetti ha un saporeben diverso da quello dell'estate'96 quando, sotto la spintadi un azionariato insoddisfattoper i risultati, lasciò la guidaoperativa del gruppo diIvrea. Il primo segnale concretodi divorzio emerse il 4 luglio1996, quando il consigliodi amministrazione sancì le dimissionida amministratore delegatodopo 18 anni, De Benedettiaveva guidato l'aziendadal 1978, quando la Cir era entratacon il 15% nel capitaleOlivetti e sembrava avesse legatoindissolubilmente il suonome a quello dell'azienda diIvrea. Il debutto di Carlo De Benedetti_ torinese, classe 1934,laurea in ingegneria elettronicaal Politecnico _ risale al1959 nell'azienda paterna, laCompagnia Italiana Tubi MetalliciFlessibili, che valorizzacon costanza fino all'acquisizionenel 1972 della Gilardini.Nel maggio 1976 il grande salto:De Benedetti viene chiamatocome amministratore delegatoin Fiat. Ma vi resta solopochi mesi: un divorzio chesorprende, ma diventa il suotrampolino di lancio sulla scenaeconomico-finanziaria. Subitoalla ribalta quello chesarà il cuore finanziario delsuo impero in via di costruzione,la Cir (Compagnie IndustrialiRiunite), di cui assumeil controllo nel novembre '76.E' sempre negli anni '70 cheDe Benedetti realizza l'operazioneche lega il suo nome all'Olivetti:entra con cospicuicapitali e nell'aprile '78 ne diventavicepresidente (presidenteè allora Bruno Visentini) edamministratore delegato. Il 29agosto 1983 diventa anche presidente.Una carica che lo portain Confindustria e nei consiglidelle principali società italiane.De Benedetti si fa protagonistadi molte vicende clamorose:entra in Buitoni-Peruginae contratta nel 1985 conRomano Prodi l'acquisto dall'Iridel gruppo alimentareSme, ma l'affare viene bloccatoin sede politica e sfuma. Sulversante estero De Benedettideve poi accettare anche la"sconfitta" nella battaglia(gennaio 1988-gennaio 1991)per acquisire il controllo dellaSocietè Generale de Belgique. Altra vicenda foriera diguai per De Benedetti è il suorapido passaggio nel BancoAmbrosiano di Calvi. De Benedettiapporta capitali e vienenominato vicepresidentenel novembre 1981: dopo pochimesi cede la sua quota edesce. Anni dopo questo passaggiogli sarà imputato in sedegiudiziaria, dopo il crackdel vecchio Ambrosiano. Altroscontro è quello legato allaguerra di Segrate per il controllodella Mondadori, scoppiatanel 1991 e spiegatasi anchenelle aule dei tribunali.Una guerra che vede protagonistioltre a De Benedetti, i varieredi della famiglia Mondadorie Silvio Berlusconi. Si arrivacosì alla separazione delgruppo Espresso-Repubblica(controllato allora ed oggi daDe Benedetti) da quello legatoalla Mondadori.