Cuneo, Briatore: "Al mio amico Berlusconi dico di lasciar governare Di Maio e Salvini, largo ai giovani"

video È un dialogo su imprenditoria, ricchezza e inevitabilmente politica, quello tra gli imprenditori Flavio Briatore e Oscar Farinetti alla tenuta Fontanafredda di Serralunga d'Alba (Cuneo). La presentazione del libro di Briatore 'Sulla ricchezza' (Sperling & Kupfer) è così l'occasione per commentare la situazione politica del Paese: "Hanno vinto i 5 stelle e, per il centrodestra, la Lega, è giusto che provino a governare", dice Briatore, con buona pace del suo amico storico Silvio Berlusconi. Ma poi parla di "inciucio", criticando la classe politica che ha votato "una legge elettorale che rende il Paese ingovernabile se non, appunto, con gli inciuci".di Giulia Destefanis

"Vai Nibali, vai Nibali, vinci la Sanremo", la telecronaca di Pizzul emoziona tutti

video "Nibali, Nibali, Nibali. Non lo prendono più, Vince la Milano Sanremo, splendido". In sala scorrono le immagini dell’impresa dello Squalo di 7 giorni prima. La voce è inconfondibile, quella di Bruno Pizzul, che si è prestato per un cameo che ha impreziosito la festa del ciclismo a Tolmezzo. La voce del calcio italiano che commenta la fantastica vittoria dello Squalo. Vincenzo Nibali, seduto sul palco, è commosso. In sala parte l’ovazione - L'articolo (Video Ferraro/Petrussi)

Marcia contro le armi, Emma Gonzalez tiene Washington in silenzio per 6 minuti e 20 secondi

video Sei minuti e 20 secondi, il tempo del massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School. Tanto è durato il silenzio che Emma Gonzalez, ha "imposto" alle migliaia di persone che erano a Washington per la "March for our Lives". Dopo aver ricordato i nomi dei 17 compagni uccisi da Nikolas Cruz in un discorso che ha commosso i presenti, Emma, uno dei volti e dei leader carismatici del movimento, è rimasta sul palco in silenzio "trascinando" tutta la piazza in uno dei momenti più toccanti di una giornata storica per gli UsaMarch for our lives

Washington, la nipote di Martin Luther King a 9 anni sul palco della marcia: "Ho un sogno: un mondo senza armi"

video A 9 anni, la nipote di Martin Luther King, Yolanda Renee, è salita a sorpresa sul palco della marcia per il controllo delle armi a Washington, e ha citato il nonno dicendo di avere anche lei un sogno: "Un mondo senza armi". Poco distante, il National Mall dove il nonno, nell'agosto 1963, tenne il celebre discorso "I Have a Dream" auspicando la fine del razzismo negli Stati Uniti. "Mio nonno aveva un sogno, che i suoi quattro figli non fossero giudicati per il colore della loro pelle ma per il loro carattere. Io ho un sogno che questo sia un mondo senza armi", ha detto la bambina, trascinando poi la folla in un canto: "Spargete la voce che avete sentito, in tutto il paese, noi saremo una grande generazione".Video Reuters

"Attenzione c'è un povero che si avvicina!" La provocazione del cassonetto day

video "C’è un livello minimo oltre al quale non si può scendere, nessuna visione politica può giustificare l’accanimento contro i poveri e le fasce più deboli della città”. Così un centinaio di persone, questa mattina, hanno dato vita al “Cassonetti Day”, iniziativa di protesta organizzata in poche ore da un gruppo spontaneo di cittadini che contestano l'ordinanza del Comune di Genova che sanziona, con una multa da 200 euro, chi viene colto a "rovistare disordinatamente nei cassonetti”. "Giunta e consiglio comunale hanno creato, con questa ordinanza, il reato di povertà - spiega Onorina Gardella, insegnante che ha animato l’alternarsi di interventi al megafono questa mattina all’altezza dei cassonetti di piazza Fontane Marose - non siamo venuti a rovistare nei cassonetti solo per difendere chi si trova a farlo oggi, ma tutti noi, perché nessuno vuole vivere in una città dove si criminalizzano i poveri e perché domani potremmo trovarci tutti nella condizione di aver bisogno di aiuto, una città non può rinunciare alla propria umanità”. Osservati a distanza dalle forze dell’ordine, nessun “rovistatore” è stato avvicinato: “È solo propaganda contro i più deboli - sottolineano al megafono - è evidente che questa ordinanza non verrà mai applicata". Di Pietro Barabino 

Caso Pavesi: l'assalto al treno del 1990 e la morte della studentessa

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Il 13 dicembre 1990 Cristina Pavesi, 22 anni, è in treno. Sta tornando a Conegliano, dove abita con mamma e papà, da Padova. Sono le 18.30, è buio. All’altezza di Barbariga di Vigonza, una decina di chilometri da Padova, il suo convoglio incrocia il Venezia-Milano. Di colpo il boato di tre esplosioni, raffiche di kalashnikov, urla. È l’assalto della banda di Maniero al vagone postale del Venezia-Milano, ma la rapina non va liscia, i protagonisti fanno saltare il vagone nel momento in cui passa il treno su cui viaggia Cristina. La studentessa viene uccisa dalle schegge del vagone dilaniato dal plastico, diventate proiettili. L’esplosione, udita a chilometri di distanza, ha fatto saltare in aria anche il suo scompartimento. In tredici restano feriti, lei non c’è più. Sette uomini, riconducibili alla banda di Maniero, vengono accusati di aver compiuto l’assalto al vagone - VAI ALL'ARTICOLO

Torino, marito della donna incinta respinta al confine: "Voglio dare a mio figlio una vita felice"

video "Lei era in regola, avrebbe potuto attraversare il confine, ma ha deciso di rimanere con me, respinto perché non avevo i documenti": sono queste le parole di Destiny, 33 anni, il marito di Beauty, 31, la donna incinta respinta al confine francese e morta dopo aver partorito. "Mio figlio si chiama Israel, ha 30 settimane e pesa solo 90 grammi, ma sta bene - continua Destiny - l'Italia ha deciso di aiutarmi, voglio dargli un futuro felice e stare con lui. Ho bisogno di un lavoro e di documenti, non vivrò di elemosina". video di Alessandro Contaldoa cura di Matteo Del Lucchese

Camera, discorso di Fico: minoranza dem applaude, Boschi e Lotti no

video Dopo la proclamazione del pentastellato Roberto Fico a presidente della Camera con 422 voti favorevoli, il neo eletto numero sale sullo scranno più alto di Montecitorio. Durante il discorso di insediamento, tra i banchi del centrosinistra, alcuni dei quali vuoti, non tutti applaudono. Come Maria Elena Boschi, che accenna al gesto ma smette subito, e Luca Lotti, con i palmi piantati sul banco. Applausi invece dalle minoranze dem, Andrea Orlando e Francesco Boccia ma non solo. video di F.Giovannetti e A.Nittoli

Risplende la Resurrezione di Piero della Francesca

video Gli occhi del Cristo hanno ritrovato l'infinita solitudine dell'uomo che torna spirito. I drappeggi del manto rosa scendono sulla ferita ancora aperta del costato. Intanto i soldati, con i calzari nuovamente coloratissimi, sonnecchiano appoggiati alle lance. E sullo sfondo quelle fortezze, venute fuori tra le colline del paesaggio e l'azzurro del cielo terso. Dopo tre anni di studi e restauri, torna a mostrarsi nella sua lucentezza la Resurrezione, capolavoro assoluto e iconico di Piero della Francesca, che il Vasari definì "di tutte le sue, la migliore". Un lungo intervento, realizzato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dalla Soprintendenza di Arezzo e Siena, reso possibile dal mecenatismo di Aldo Osti, manager della Buitoni a lungo vissuto a Sansepolcro, che ha messo 100 mila euro pur di salvarlo.