Da Moses Boyd a Mark Lettieri, il grande jazz internazionale protagonista a Firenze

video Una rassegna di cinque giorni tutta dedicata al jazz contemporaneo, con 40 concerti nei dieci luoghi simbolo dell'Oltrarno fiorentino, così si presenta la prima edizione del Firenze Jazz Festival. Sotto la direzione artistica di Enrico Romero più di cento artisti nazionali e internazionali si esibiranno nei giardini, nelle piazze e nei club di Firenze dall'11 al 15 settembre.Più di un festival, un laboratorio culturale che riunisce un'intera comunità che ruota intorno a realtà affermate sul territorio e grandi festival internazionali: dallo storico "Settembre in Piazza della Passera" durante il quale si terrà l'anteprima del FJF (10/09), all'Edinburgh Jazz & Blues Festival (11/09), fino alle collaborazioni con Musicus Concentus (14/09), Music Pool (13-14-15/09) e Jazz:Re:Found (11/09).Sguardo puntato all'estero con ospiti internazionali come Moses Boyd, uno degli artisti di punta della scena londinese, Graham Costello con gli STRATA e il power trio di AKU! entrambi dalla Scozia. Non mancheranno grandi chitarristi, come gli americani Mark Lettieri e Mark Ribot, senza dimenticare l'italiano Paolo Angeli.Un festival jazz proiettato al futuro ma con radici ben salde nella tradizione, a partire dai circoli e locali del Lungarno che per l'occasione si trasformano in jazz club, grazie a concerti e jam session che durano fino a tarda notte. (video Firenze Jazz Festival)

Nel territorio indios Munduruku, fra i cercatori d'oro e i coltivatori di soia

video Caetano Scannavino, coordinatore della Ong Saude e Alegria, parla dal territorio indigeno di Munduruku inserito nell'area di conservazione Itaituba 2. È un'area ad elevato conflitto sociale e ambientale tra quelle che più di tutte sta subendo l'assalto dei garimpo, cercatori d'oro e diamanti, e dei coltivatori di soia. Qui il 90% dell'oro estratto è illegale e le acque sono inquinate dal mercurio con gravi ripercussioni sulla salute delle popolazioni indios e locali, si sta registrando un'elevata mortalità infantile. Tutte queste attività illegali avvengono nell'assenza totale di controllo da parte della polizia federale. Video a cura di Angelo Bonelli

Nell'area di conservazione ambientale Tapajos, dove le comunità lavorano il latex

video Nell'area di conservazione ambientale del Tapajos gestita dall'istituto Chico Mendes, vi sono numerose comunità che lavorano il latex, gomma naturale, estratto dall'albero della siringa. Il presidente Bolsonaro ha inserito quest'area protetta tra le 334 di tutto il Brasile che dovranno o essere eliminate o ridotte drasticamente per lasciare spazio allo sfruttamento minerario, agricolo e dell'allevamento. Nella comunità di Maguari parla Arimar, che lavora estraendo il latex dall'albero della siringa, da qui il nome seringueros, per produrre sandali, borse e giochi per bambini. Arimar è stato minacciato di morte per la sua battaglia in difesa della foresta e per aver criticato le politiche di deforestazione. A pochi chilometri da Maguari c'è la comunità di Jamaraqua. Qui sono le donne di Jamaraqua che hanno un ruolo inmportante: gestiscono un laboratorio per la produzione di collane, bracciali, borse e scarpe tutte di latex, usano il seme dell'Urucun per dare la colorazione naturale ai loro prodotti. Solange, capo della comunità, parla con preoccupazione delle politiche di attacco alla foresta. Video a cura di Angelo Bonelli