Noi Udinese, Pozzo e le ipotesi di vendita: dopo il Toro Rosso e le cordate locali...

video «Non penso che i Pozzo decidano di vendere l'Udinese. Hanno grande amore per il calcio e hanno questo club nel sangue. Se dovessero cedere penserei più al Watford che non al club friulano». Dopo tutte queste domande resta in sottofondo un interrogativo: davvero l'Udinese non è in vendita? Un detto popolare alimenta le ipotesi: non c'è fumo senza arrosto. (Video a cura di pietro Oleotto)VUOI SAPERNE DI PIU' SUL MONDO BIANCONERO? ISCRIVITI GRATUITAMENTE ALLA NEWSLETTER "NOI UDINESE"

Genova, presidio sotto la questura dopo gli scontri. Digos: "Non libereremo gli arrestati"

video Dopo la giornata di alta tensione a Genova, dove il presidio antifascista contro un comizio elettorale di CasaPound è degenerato in scontri e due persone sono state arrestate, i manifestanti si sono diretti in corteo sotto la questura di Genova. Chiedono la liberazione dei due fermati. Ma la digos mette le cose in chiaro: "È irrealistico pensare che li rilasciamo". Dopo un paio d'ore il presidio si è sciolto, dandosi appuntamento per domani davanti al tribunale dove i due saranno processati per direttissima. Video di Giulia Destefanis

Gruber a Salvini: "Fiori mai arrivati. Anche sue promesse elettorali sono così farlocche?"

video "Il famoso mazzo di fiori di scuse che mi aveva promesso non è mai arrivato". Al termine dell'intervista a Matteo Salvini, Lilli Gruber torna sulle polemiche nate qualche settimana fa quando il ministro dell'Interno, durante un comizio, aveva detto di non avere molta voglia di presenziare come ospite a "Otto e mezzo". Il botta e risposta tra la giornalista e il vicepremier era terminato con una promessa: Salvini aveva assicurato che le avrebbe recapitato un mazzo di fiori come segno di pace. Ma due settimane (e due puntate di Otto e mezzo) dopo il mazzo di fiori ancora non si è visto, assicura Gruber. "Se tutte le promesse elettorali sono così farlocche come il mazzo di fiori per me, non sono messi tanto bene i suoi elettori", ha concluso la giornalista. Video: La7 / Otto e mezzo

Genova, giornalista di Repubblica picchiato dalla polizia: "Urlavo ma non si fermavano"

video "È partita una carica della polizia, sono finito a terra e mi hanno massacrato di botte". Da una saletta del pronto soccorso, Stefano Origone, giornalista di Repubblica, racconta i momenti concitati in cui è stato picchiato da un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa. Origone stava seguendo la manifestazione antifascista a Genova, con centinaia di persone scese in piazza per protestare contro il primo evento all'aperto di Casapound. "Non finivano più. Urlavo come un pazzo 'Sono un giornalista' e loro continuavano", racconta Origone. Che conclude: "Ho due dita rotte e respiro con fatica, tutta la parte sinistra del corpo porta i segni delle manganellate" A fermare il pestaggio è stato un poliziotto che conosceva il reporter, che si sarebbe gettato sopra di lui urlando agli agenti di fermarsi. Intervista Antonio Iovane / Radio Capital