Roma, immigrazione e stragi: il flash mob degli studenti alla stazione Termini

video Coperte termiche in spalla, a ricordare le sofferenze di chi, nella stazione stazione e in strada, ci dorme sempre, e striscione che recitava #IoAccolgo, come il titolo della campagna a cui le due associazioni aderiscono. "Con questa azione, che replicheremo in molte città, chiediamo l'abrogazione dei due decreti sicurezza e degli accordi folli con la Libia. Le politiche barbare dell'ultimo anno si sono lasciate troppi morti alle spalle e troppi invisibili per le strade, è ora di mettere una fine a tutto questo", dichiara Federico Allegretti, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi.

Palermo, l'arcivescovo Lorefice visita i carabinieri dello Zen: "Qui c'è l'alba"

video “Qui c’è l’alba, non la notte”. L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice è andato alla stazione dei carabinieri dello Zen, dove una settimana fa un’associazione ha fatto “un inchino” con la statua del Santo. “Secondo me è il segno più manifesto che c’è anche un seminare dentro una realtà come questa”, dice il presule. Lorefice è arrivato allo Zen intorno alle 16,30. La prima tappa della visita è stata nella parrocchia di San Filippo Neri, dove ha celebrato la messa, in occasione della festa degli anziani. Dopo aver ascoltato la banda dei carabinieri, è andato alla stazione. Ad aspettarlo c’erano il maresciallo Davide De Novellis e il comandante provinciale Arturo Guarino. Ma soprattutto tanti bambini dell’associazione Bayty baytik che fanno doposcuola proprio con i militari. di Giorgio Ruta

Palermo, la movida negata di Lunia: quant'è difficile bere una birra in carrozzina

video Su dieci locali visitati nel centro della movida di Palermo, nove sono inaccessibili o con il bagno non utilizzabile per una persona in carrozzina, uno non verificabile perché le auto non permettono di entrarci. Abbiamo trascorso una serata con Lunia Ales, psicologa di 44 anni sulla sedia a rotelle, e il risultato è da incubo. "Basterebbe poco per rendere un locale accessibile, e invece...", dice.di Claudia Brunetto e Giorgio Ruta

L'inchiesta di Report su Moscopoli: il magnate russo, Savoini e Salvini al Metropol per trattare

video "È 18 ottobre 2018 quando Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini, si trova all'interno dell'hotel Metropol, a Mosca. In quell'albergo inizia una trattativa con tre russi per una partita di gasolio da 1,5 miliardi di euro. Si accordano per un prezzo bassissimo, in modo da garantire a Savoini un guadagno pari a 65 milioni di euro. Salvini ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella trattativa, anche se non ha mai fornito spiegazioni precise. Eppure la sera prima della trattativa, il 17 ottobre 2018, anche l'ex ministro dell'Interno si trovava a Mosca. Salvini ha sempre negato di sapere che Savoini fosse nella stessa città, eppure nel video inedito c'è un particolare rilevante: mentre il leader della Lega era sul palco di Confindustria Russia, Savoini era a pochi metri da lui, seduto in prima fila". L'inchiesta di Report su Moscopoli, in onda su Rai3 il 21 ottobre Video: Raiplay.it

Napoli, Nugnes: "Abbandonati da Stato e banche: chiudo la Mecfond, via 90 operai"

video Nel giorno del 20esiimo anniversario dalla rinascita della fabbrica, Mecfond minaccia la chiusura. “Ho rilevato una fabbrica statale da solo, oggi compiamo 20 anni ma non riusciamo più ad andare avanti - dice con grande emozione Giorgio Nugnes, presidente Mecfond ed ex dipendente che ha rilevato la fabbrica nel 1999 - se non arriveranno aiuti dalle banche o dallo stato saremo costretti a chiudere il settore delle presse e a tagliare 80,90 dipendenti. Non possiamo reggere la competizione da soli, ora dobbiamo fare il passo verso il futuro. Se non troveremo sostegno non riusciremo a conservare questo stabilimento. Non possiamo più reggere. Lo Stato faccia la sua parte, si parla così tanto di sviluppo. Come vogliono farlo? Siamo pronti ad assumere personale se accettiamo commesse importanti ma dobbiamo investire milioni di euro. Per la prima volta dopo 20 anni chiediamo aiuto ”. La costruzione delle presse è il core business dell’azienda da decenni. MECFOND è l’ultima fabbrica manifatturiera di meccanica pesante che resiste a Napoli, dopo la chiusura di Sofer e Italsider. Di Tiziana Cozzi