M5S, Di Maio: "Non ci sono liste proscrizione contro giornalisti"

video Parlando a margine di una conferenza stampa per presentare il portale sulle amministrazioni M5S, Luigi Di Maio parla della lista di articoli sul caso Roma da lui segnalati come diffamatori al presidente dell'Ordine dei Giornalisti. Di Maio torna anche sulla querela annunciata contro il cronista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi e altri giornalisti sempre in merito alle vicende della sindaca Raggi. Nel 2009 Beppe Grillo chiedeva sul blog la depenalizzazione della querela per diffamazione a mezzo stampa perchè, scriveva, "La querela è un'arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca". Eppure ora gli stessi esponenti del Movimento 5 Stelle si servono di questo strumento, come mai? "Non c'è nessuna volontà di intimidire nessuno - ribatte Di Maio -, ma c'è la necessità di tutelare l'immagine del Movimento".video di Marco Billeci

La prof trevigiana che difende il congiuntivo da 15 anni

video L'italiano è giornalmente bistrattato sui social e anche nelle aule universitarie, al punto da spingere un esercito di intellettuali a chiedere l'intervento del governo. Per l’esattezza 15 anni fa, Maria Cristina Andreola, una professoressa trevigiana, aveva già sposato la battaglia. Anzi, aveva fatto di più, pensando di fondare il “Movimento in difesa del congiuntivo” (di Andrea Scutellà)

Io Lavoro. Le sarte della Red Color: "Noi, da licenziate a imprenditrici"

video La loro azienda che produceva abiti di sartoria per marchi dell’alta moda, il 12 novembre 2012 a causa dell'alluvione subì danni per 300mila euro. Macchinari e tessuti di seta finirono nel fango e nel giro di un giorno dipendenti e datori di lavoro si ritrovarono senza futuro. L’azienda che è sempre rimasta a Cigonia, alle porte di Orvieto, in questi anni ha cambiato più volte proprietà e per lunghi periodi le sarte hanno rinunciato allo stipendio pur di salvare il proprio posto di lavoro. Fino al Natale 2015 quando l’ultimo imprenditore da Roma ha annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento per il 28 febbraio 2016, pur avendo commesse già in produzione. Da quel giorno i destini delle sarte di Orvieto si sono divise per sempre. Quattro di loro specializzate nella confezione di capi di seta, tra cui la caporeparto Antonella Pettinelli, hanno deciso di non mollare. Hanno messo insieme i propri risparmi, acquistato macchinari chiedendo un finanziamento per 50.000 euro, chiesto ai clienti di non cancellare gli ordini e sono ripartite. “In un anno abbiamo ripagato tutti i nostri debiti e adesso riusciamo a prenderci lo stipendio. Siamo felici di avercela fatta. Ora sono le aziende a chiamarci”, spiegano. Il loro sogno? “Poter vedere una sfilata con i capi che portano il nome della nostra cooperativa. Qui l'intervista integrale (di Fiammetta Cupellaro)IO LAVORO, diventa protagonista