Quadro di Monet sequestrato a Tanzi esposto al museo. "Sia simbolo di Parma capitale della cultura 2020"

video La falaise du Petit Ailly à Varengeville, dipinto del pittore impressionista Claude Monet è da oggi visibile al pubblico grazie alla mostra (aperta fino al 28 agosto) ospitata nel complesso monumentale della Pilotta a Parma. Un quadro che contiene una storia nella storia, in quanto parte della collezione privata dell'ex patron della Parmalat Calisto Tanzi fino al sequestro operatao dalla Guardia di Finanza nel 2009 nell'ambito del crac della multinazionale del latte. Dopo anni nei depositi giudiziari, il capolavoro è ora a disposizione del pubblico. Il quadro, che potrebbe andare all'asta nei prossimi mesi, è vincolata dalla direzione generale Belle arti e non può uscire dall'Italia. "Non esiste in nessuna collezione pubblica in Italia un'opera vera e propria di Monet. L'auspicio è che possa restare a Parma nel 2020 in occasione dell'anno della città capitale italiana della cultura" auspica Verde. In tal senso è stata avanzata una richiesta all'attuale proprietà del quadro, la multinazionale francese Lactalis. Video di Raffaele Castagno

A Trieste c'è Bloomsday, Cavana diventerà Dublino

video TRIESTE Il making off di Doublin’: l'installazione di luci d’artista al neon tra arte pubblica, cultura, turismo, memoria e contemporaneità. Inserita nel programma di “Bloomsday 2019. Una festa per Joyce" l'”accensione” è prevista per domani, sabato 15 giugno alle 21 tra via del Sale e via della Pescheria, in Cavana. Un gioco di parole che dal nome della località di Dublin diventa Doublin’, cioè raddoppiare. I neon d'artista “raddoppierranno” infatti il red district dublinese sovrapponendolo alla Nighttown triestina. A cura di Cizerouno Associazione Culturale e DMAV Social Art Ensamble - www.doublintrieste.comCizerouno Associazione Culturale e DMAV Social Art Ensamble

Mondiale donne, lo spot della nazionale tedesca: "Non abbiamo le palle, ma sappiamo usare il pallone"

video Le calciatrici della nazionale tedesca smontano i pregiudizi. In uno spot della Commerzbank, sponsor ufficiale della squadra, le giocatrici vantano di essere state campionesse d'Europa per otte volte, nonostante molti connazionali non conoscano i loro nomi. "Non abbiamo le palle, ma sappiamo usare il pallone", rispondono così a chi le critica di fare un gioco in "slowmotion".Video: YouTube/
Commerzbank AG

Tamponamento su A16, pomodori e gasolio sulla carreggiata

video Sulla A16 Napoli-Canosa, poco prima delle 7, è stato temporaneamente chiuso il tratto tra Avellino Est e Benevento in entrambe le direzioni, all'altezza del km 57,7 a causa di un tamponamento tra un autoarticolato ed una autocisterna. I due mezzi hanno perso il carico trasportato - di pelati e gasolio - che nell'urto si è sparso su entrambe le carreggiate. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione del Tronco di Cassino di Autostrade per l'Italia. Attualmente sul luogo dell'evento il traffico è temporaneamente bloccato in entrambe le direzioni per consentire le necessarie operazioni di pulizia del manto stradale e la rimozione dei mezzi. Sono stati diramati percorsi alternativi.Nel tratto dove è avvenuto l'incidente si registrano 2 km di coda in entrambe le direzioni e 1 km di coda all'uscita obbligatoria di Benevento in direzione Napoli. Pierluigi Malillo Vigili del fuoco

"Sei tu Javier Matìas?": dopo 40 anni ritrovato il 130mo nipote scomparso sotto la dittatura argentina

video Si chiama Javier Matías Darroux Mijalchuk e ha 40 anni. È il 130esimo nipote ritrovato dalle 'Abuelas de Plaza de Mayo', l’associazione di nonne argentine che cercano gli oltre 500 bambini sottratti illegalmente dai militari durante gli anni della dittatura (1976-83). Matías è figlio di Elena Mijalchuk e Juan Manuel Darroux che sono scomparsi a fine dicembre 1977. Matías fu trovato per strada e dato in adozione. Oggi grazie agli sforzi di Estela Carlotto ha potuto riabbracciare suo zio che lo cercava da 40 anni.

Cucchi, il perito dell'autopsia: "Senza frattura della vertebra probabilmente non sarebbe morto"

video Il professor Francesco Introna, medico legale del policlinico di Bari e perito del gip, nel processo bis sulla morte di Stefano Cucchi è stato ascoltato in merito alle possibili cause del decesso del giovane romano. "Nessuno può avere certezze - ha detto Introna -. Ma se non ci fosse stata la lesione alla vertebra S4 probabilmente la morte non sarebbe occorsa o sarebbe sopraggiunta in un secondo momento". Video di Francesco Giovannetti