ARCHIVIO Trentino dal 2004

«Folgorati» dalla fede dopo lo tsunami


 TRENTO. La conversione di Paolo Brosio sulla via di Medjugorje ha suscitato grande interesse nei suoi due incontri di Riva e di ieri all’Arcivescovile, ma non è certo il solo: anche in Trentino c’è chi ha cambiato vita a seguito di un’illuminazione improvvisa, come Francesco Baietti e la moglie Patrizia Saccaggi, miracolosamente sopravvissuti allo tsunami del 2004 in Thailandia.
 Un evento tanto drammatico quanto inatteso è entrato nella vita di Francesco Baietti e della moglie Patrizia, entrambi di Madonna di Campiglio, mentre si trovavano in vacanza in Thailandia: era il 26 dicembre 2004 quando si scatenò il finimondo. «Siamo stati travolti da 10 metri d’acqua e senza saper nuotare, ci siamo misteriosamente ritrovati, vivi, uno di fronte all’altra, mentre tutti attorno erano morti. Abbiamo subito pensato che se ci è andata così, ci doveva essere per forza una ragione, un destino. Nelle successive tre settimane avevamo paura di tutto al ricordo di quello sconvolgimento totale, il rumore dell’onda del maremoto, il vento che lo anticipa e l’odore del fango che arriva, al trattenere il respiro per non ingoiare l’acqua: qualcuno, forse il Signore, ci ha aiutato a non morire, e ci siamo detti che questi, per noi, sono giorni regalati, e ci doveva essere una ragione se ci è andata così. Il Signore ci ha scelti per aiutare gli altri».
 Francesco e Patrizia hanno fondato così l’associazione Moses Onlus, uno strumento per operare legalmente con interventi di solidarietà internazionale, con il sostegno anche della Provincia autonoma di Trento: «inizialmente per la zona dove eravamo noi, la più colpita perché l’onda era più violenta, ricostruendo il villaggio, poi con altre iniziative a sostegno anche dei birmani fuggiti dalle gravi violenze del loro paese».
 Questa esperienza ha cosa vi ha aiutato di più?
 «A ridefinire i valori dentro di noi: anche se abbiamo sempre privilegiato i contatti umani, solo con lo tsunami abbiamo capito il valore di ogni vita umana, e di quanto poco contino le apparenze».
 Prima di questo evento, che rapporto avevate con la fede?
 «Vivevamo la spiritualità in modo individuale, ma quando quella forza inarrestabile ci ha travolti e invece di distruggerci ci ha come generati, abbiamo riconquistato il rapoprto con il Signore, non siamo dei soldatini di Dio ma solo degli strumenti nelle sue mani».
- Sandra Matuella