Lite Malta-Open arms Le navi dei soccorritori restano in alto mare

Fabio AlbaneseCatania. Più passano le ore, più la situazione delle navi umanitarie cariche di migranti ferme in mezzo al Mediterraneo centrale, si complica. Sia la Open Arms sia la Ocean Viking ieri hanno effettuato ulteriori soccorsi in mare e hanno portato a bordo altre decine di migranti: 39 la Open Arms, che si aggiungono ai 121 che aveva già dallo scorso 1 agosto; 90 la Ocean Viking, che si aggiungono agli 85 che aveva recuperato venerdì scorso. E senza che alcun Paese europeo finora si sia presa la responsabilità di farli sbarcare. Nemmeno Malta e questo, per il caso dei migranti recuperati ieri da Open Arms, sa quasi di beffa. I 39, infatti, erano su un gommone in zona Sar maltese e infatti le operazioni di soccorso sono state coordinate dall'Mrcc della Valletta che ha inviato sul posto la nave che era più vicina, proprio la Open Arms. Una volta raggiunta l'imbarcazione, i volontari della Ong catalana hanno prima atteso che arrivasse una nave militare di Malta ma poi, quando il gommone stava già imbarcando acqua, hanno deciso di portare tutti a bordo della loro nave. Quando la motovedetta della Marina maltese ha raggiunto la Open Arms, è scoppiato il caso: «Prendiamo con noi solo i 39», hanno detto i militari agli uomini della Ong che, invece, premevano perché prendessero anche i 121. Ma i maltesi sono stati irremovibili. A quel punto, la Open Arms ha deciso di non far sbarcare nessuno: «Abbiamo comunicato che per motivi di sicurezza era impossibile far salire solo le ultime persone soccorse e che bisognava trovare soluzione di sbarco per tutte le persone a bordo - ha detto Riccardo Gatti, presidente di Open Arms Italia -. Da Malta abbiamo ricevuto un secco no». Gli ha replicato il ministro dell'Interno maltese Michael Farrugia: «Malta può assumersi solo le responsabilità che le competono in mancanza di altre soluzioni». Gatti parlava da Lampedusa dove ieri si è tenuta la conferenza stampa della Ong cui hanno preso parte anche Richard Gere e Chef Rubio. L'attore americano, che il giorno prima era salito a bordo della nave portando viveri e acqua e incontrando migranti ed equipaggio, ha detto che «ero in vacanza vicino Roma con la mia famiglia, quando ho sentito quanto stava accadendo e del decreto passato in Italia, non potevo credere che i miei amici italiani potessero tirare fuori questo odio». Da Salvini e altri esponenti della Lega e dalla leader di FdI Meloni, inviti a portarsi i migranti a casa sua. La Ong ieri ha presentato un esposto alle procure di Roma e Agrigento per la prolungata attesa in mare per avere un «porto sicuro». Sulla Ocean Viking, la nave di Medici senza frontiere e Sos Mediterranee, in navigazione al largo della Libia, ora ci sono 175 migranti. Gli ultimi 90 sono stati recuperati ieri. Anche per loro, il Viminale ha notificato alla nave il divieto di ingresso nelle acque italiane. Gli sbarchi autonomi non si fermano: tra venerdì e ieri in Sardegna sono arrivati una settantina di algerini con diverse barche. Sei tunisini sono arrivati a Linosa. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI