Luchetta e la piscina «Abbiamo seguito la legge regionale»

AGORDO. «Non abbiamo fatto niente di nascosto: abbiamo seguito una prassi dettata da una normativa regionale: se quanto fatto sarà sufficiente per affidare la gestione della piscina, non vedo ragioni per tornare indietro». A dirlo è il presidente dell'Unione montana agordina, Fabio Luchetta, il giorno dopo la protesta della società veneziana "Il Lido Ssd", secondo la quale l'avviso di manifestazione di interesse per l'affidamento della piscina e del palazzetto dello sport di Agordo sarebbe illegittimo. L'oggetto del contendere è il cosiddetto "criterio della territorialità" attraverso il quale l'Uma ha chiesto ai futuri affidatari un'esperienza di almeno tre anni nel territorio agordino. «Abbiamo avuto dei consulti legali», dice Luchetta, «e abbiamo seguito una prassi (utilizzata anche a Pedavena e Santa Giustina) legata alla legge regionale 8 del 2015 articoli 24 e seguenti. Non vedo niente di sconveniente nel fatto di utilizzare una normativa che ci consente di privilegiare una società locale. Se il bando verrà aggiudicato a un soggetto agordino sarò contento, ma in ogni caso il nostro obiettivo è quello di garantire la migliore gestione possibile».Luchetta si dice felicemente sorpreso dell'interesse che la piscina di Agordo sta generando anche fuori provincia. «Cinque anni fa avevamo dovuto sciogliere la società pubblica Impianti sportivi agordini, che aveva ben operato, in base a una legge nazionale», ricorda Luchetta, «e per fortuna al tempo OndaBlu ha accettato di gestire l'impianto. Ora ci troviamo queste richieste che ci danno conforto».Infine Luchetta ipotizza una data di riapertura. «Sappiamo che la chiusura crea un disagio, ma spero che entro il 20 agosto si possa riaprire: sono in corso operazioni di pulizia assolutamente di prassi quando c'è un avvicendamento gestionale». --G. San.