Cartelli sui sentieri lungo la ciclabile per informare gli utenti

LONGARONE. Presi provvedimenti per la sicurezza e corretta informazione dei ciclisti verso la pista ciclabile di Castellavazzo, interrotta da diversi mesi dopo che un tratto è stato spazzato via lo scorso ottobre dalla tempesta Vaia. In seguito alle sollecitazioni della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) è arrivata anche un'interrogazione della minoranza a cui l'amministrazione ha dato puntuale risposta attivandosi per i provvedimenti. «Ci sono dei rischi evidenti per i ciclisti», ha detto il consigliere Rizzieri Olivier del gruppo "Longarone una comunità" «che non sono informati su itinerari alternativi alla ciclabile e quindi vanno direttamente sulla Statale, con conseguenti rischi per la sicurezza della circolazione e tra l'altro non passando per i paesi come Codissago che in questi anni si erano creati una piccola economia di passaggio turistico. C'è poi un problema di viabilità con la chiusura di via Uberti che ha ripercussioni gravi su tutta la circolazione locale. Magari, come soluzione provvisoria per quanto riguarda la salvaguardia del cicloturismo, sarebbe bello sistemare il sentiero sterrato a lato di via Uberti per permettere il passaggio con le biciclette. Chiediamo quindi azioni concrete». «Abbiamo appena fatto un sopralluogo con Fiab e Anas», replica il sindaco Roberto Padrin «per cercare di risolvere subito almeno il problema della segnaletica. Entro pochi giorni saranno quindi installati degli appositi cartelli che indicano i sentieri alternativi e per questo il Comune ha speso 4000 euro direttamente dalle casse comunali con un'apposita variazione di bilancio. Il sentiero a lato di via Uberti purtroppo è troppo delicato perché si trova sopra alcune tubature e condotte del gas e quindi, per ragioni di sicurezza, non può essere toccato. Adesso siamo tutti in attesa dell'inizio dei lavori di via Uberti che ho posto all'Anas come priorità assoluta con i cantieri che devono iniziare prima dei lavori sulla Statale altrimenti si rischia una paralisi». -E. D. C.