Salvini e Di Maio vogliono i minibot per pagare i debiti Ma Tria dice no

Roberto Giovanniniroma. «Questa dei minibot è una cosa che sta nel loro programma: il ministero dell'Economia ha girato un parere negativo». Parola del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che a margine del G20 finanziario di Fukuoka ha ancora una volta seccamente bocciato l'idea di (non meglio precisati) strumenti di pagamento «alternativi» o aggiuntivi all'euro. Tria chiude la porta in modo drastico, utilizzando le argomentazioni del numero uno della Bce, Mario Draghi: «Penso che in un'interpretazione, quella del debito, non servono - ha detto il ministro - nell'altra (ovvero nell'ipotesi che i minibot siano una valuta alternativa, ndr), ovviamente, si fanno i trattati e quindi non possono essere fatti». Gli replicano a stretto giro i due vicepremier e capi politici dei due partiti di governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini: Tria non gradisce i minibot? Trovi una soluzione alternativa, dicono. Insomma, in queste ore si sta svolgendo uno scontro durissimo su un tema decisivo, con potenziali conseguenze di incalcolabile portata per il futuro del nostro Paese. «Se lo strumento per pagare le imprese non è il minibot - dichiara Di Maio - il Mef ne trovi un altro. Ma lo trovi, perché il punto sono le soluzioni, non le polemiche né le presunte ragioni dei singoli». Da parte sua Salvini afferma che quella dei minibot «si può discutere, è una proposta; ma il fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie deve essere chiaro a tutti, in primis, al ministro dell'Economia. È una questione di giustizia».Anche al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, a Rapallo, si duella sui minibot. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, rimarca che «non è opportuno aumentare il debito» pubblico italiano. Sul fronte opposto il leghista e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: i minibot - sostiene - «non sono né l'anticamera dell'uscita dall'Europa né dall'euro». Sono, dice, «semplicemente un tentativo di risolvere un problema», il debito della Pubblica amministrazione, «che non abbiamo creato noi», tiene a sottolineare. Non manca di tornare sul paragone usato dagli stessi imprenditori tra i minibot e i soldi del Monopoli. «Al Monopoli giocavo anche io da piccolo: si gioca minimo in due e fino a sei, ho studiato bene le regole, e se dai fiducia alla moneta, questa acquista valore», afferma Giorgetti parlando dal palco. E comunque, sottolinea, non è una proposta «imprudente», ma «è evidente che sia da discutere e da condividere». Il tema scalda la politica, con la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che invita Tria a «trovare i soldi per i debiti della Pubblica amministrazione» e la presidente dei deputati di Forza Italia, Mariastella Gelmini, che chiede al governo di chiarire, e ammonisce sul pericolo che potrebbero rappresentare i minibot. A Salvini replica il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «Caro Salvini, è giusto che il governo paghi i debiti della Pubblica Amministrazione. Ma con i soldi, non con le patacche come i minibot», scrive su Twitter.Giorgetti risponde anche a un altro richiamo di Confindustria, ripreso dai Giovani imprenditori, convinta che si debba evitare una guerra con le istituzioni europee: «Non dobbiamo fare uno scontro contro l'Europa, ma portare lo scontro all'interno dell'Europa», difendendo gli interessi nazionali, come fanno altri Paesi. Resta aperta la questione di un Commissario italiano in materie economiche a Bruxelles: «Possiamo rivendicarlo. L'Italia è un grande Paese, non ci dobbiamo piangere addosso», conclude ancora Giorgetti. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI