Se dici Turrin pensi subito alla storica macelleria

Giovanni PelosioFELTRE. Più che una macelleria è, unitamente alla parrocchia, al vicino fornaio e all'alimentari, il fulcro della comunità di Farra da quasi 70 anni. La macelleria Turrin, fondata da Elvio nel 1951 e ora condotta dal figlio Edoardo, assieme al nipote Stefano, tutti guidati dagli sguardi attenti di Realina, che accompagna Elvio fin dal 1960 nella vita e nell'attività, è qualcosa che va oltre il concetto di esercizio commerciale. Tutti e quattro lavorano fianco a fianco e si completano, perché l'esperienza va a braccetto con l'innovazione, per una macelleria che è sempre stata attenta alle esigenze dei clienti e alle svolte del mercato.«Ho aperto la macelleria il 1° novembre del 1951», spiega Elvio Turrin, con indosso il suo camice bianco da lavoro, «a 24 anni ancora da compiere. La prima macelleria si trovava qualche metro più in su, dove già inizia viale Pedavena. Attorno al 1955 ci siamo spostati più a sud, in quella che all'epoca era viale Mazzini e ora è viale Farra, sostanzialmente nel medesimo stabile dove siamo ora. Il lavoro non mancava e allora negli anni Settanta ci siamo ingranditi, successivamente nel 1987 abbiamo eseguito una ristrutturazione radicale, mantenendo soltanto l'ingresso fronte strada».«Nel 2005», gli fa eco il figlio Edoardo, «ci siamo trasferiti nel nuovo negozio dove siamo ora, esattamente di fronte alla chiesa, locale che abbiamo inaugurato il 20 maggio di quell'anno e la cui fortuna, oltre alla comodità di una struttura moderna, è stata l'edificazione del vicino parcheggio, che prima mancava e che, nell'insieme dell'investimento, è stato il punto forte, tutto sommato utile un po' per tutti». Qual è il segreto di una macelleria così duratura, nonostante i supermercati e le diverse sensibilità in tema di alimentazione sorte nel tempo?«Che ci ha fatto arrivare qua», confida Edoardo Turrin «è stata l'imprenditorialità del papà, la sua tenacia che l'ha fatto tener duro anche nei momenti difficili che ci sono stati. All'apertura del 1951, le previsioni erano che avrebbe chiuso nel giro di poco tempo, considerato il periodo post bellico e fu davvero un'impresa in tutti i sensi aprire da solo».Nel corso del tempo avete offerto alla clientela un prodotto standard o avete cercato di cambiare strategie?«L'altro segreto è stato quello di rinnovarci grazie alla lungimiranza del papà, di investire in macchinari, che magari lì per lì parevano un azzardo e che, invece, si sono rivelati determinanti. E poi una continua ricerca di prodotti nuovi, per stuzzicare i palati dei clienti, per esempio lo speck ma anche tanti altri prodotti, figli di iniziative nostre, e nel tempo diventati apprezzati».Elvio Turrin ha avviato l'attività e l'ha condotta nel corso di tutti questi anni, affiancato dalla moglie Realina, che dapprima serviva al banco e poi si è occupata anche della cassa, questo fin dal 1960. Ora, oltre ad Edoardo c'è Stefano, impegnato pure nella gestione dei social network, insomma una vera impresa familiare. «Ho frequentato il negozio fin da piccolo», spiega Edoardo, «il papà voleva che imparassi il mestiere e dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e aver svolto il servizio militare, nel 1983 ho iniziato a lavorare in negozio. Ho seguito assieme a papà tutto l'evolversi della macelleria, abbiamo assunto assieme la decisione di ingrandirci perché c'erano prospettive, abbiamo una squadra affiatata, con tutti i bravi dipendenti che hanno contribuito a portare avanti l'impresa. Dal 1° gennaio 2015 il timone è passato a me e ben presto è arrivato mio figlio Stefano, anche lui ragioniere, ma cresciuto qua dentro, respirando l'aria della macelleria». Come sono cambiate Feltre in generale e Farra nello specifico in questi quasi settant'anni? «Dal nostro negozio abbiamo assistito a cambiamenti importanti, basti pensare che quando abbiamo aperto, qui c'erano poche case e ora è diventato un quartiere ambito per la posizione, a ridosso del centro cittadino, ma soprattutto perché Farra è ancora una comunità, con i suoi negozi di vicinato, che consentono alle persone di trovare tutto a poca distanza da casa».Com'è cambiata, invece, la clientela?«Per rimanere al passo con i tempi e i palati dei clienti è necessario un continuo sviluppo del prodotto», spiega Edoardo. «Stefano ha ampliato l'offerta con un ampio e apprezzato reparto di gastronomia. In futuro c'è il progetto di ampliarci anche per quanto concerne l'offerta gastronomica».E poi ci sono i social network?«Seguo la nostra frequentata pagina Facebook», chiarisce Stefano. «Vogliamo essere presenti e attivi, proponendo quello che vendiamo, dal crudo al cotto, cercando di solleticare l'appetito dei clienti e il riscontro è sempre maggiore». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI