Albinati a Baldenich il Premio Strega 2016 parla ai detenuti

BELLUNO Un libro può far dialogare il carcere. Non soltanto perché regala stimoli, suggestioni e riflessioni, ma anche perché può parlare - e meglio - per bocca dell'autore stesso. Questo e molto altro è accaduto venerdì pomeriggio alla Casa circondariale di Baldenich.Grazie al progetto di lettura lanciato dalle associazioni Jabar (Belluno) e Il Tralcio (Tambre) e finanziato dalla Caritas Diocesana, gli ospiti della struttura hanno potuto confrontarsi con Edoardo Albinati (Premio Strega 2016), autore di "Vita e morte di un ingegnere" che è stato il libro scelto per la discussione. La «galera» però, come la chiama lui, la conosce bene, visto che ci entra ed esce da 23 anni come docente di italiano a Rebibbia. Ecco spiegato come ha saputo tenere banco per oltre un'ora nella sala polifunzionale del carcere, dove ha incontrato oltre una trentina di persone alla presenza dell'educatrice Lina Battipaglia e del comandante della polizia penitenziaria Domenico Panatta, oltre ad alcuni volontari delle due associazioni e ad rappresentanti di Csi e Cpia. Dopo aver illustrato quel libro scritto l'anno dopo la morte del padre, nel 1991, ma pubblicato soltanto nel 2013, Albinati viene incalzato più che dalle domande dalle osservazioni dei presenti, che hanno voluto condividere apertamente le loro esperienze di figli, ma anche di padri. «La mia è la generazione dei padri esemplari ma lontani, che dovevano impartire ai figli modelli e insegnamenti», raccontava lo scrittore, «i padri di un tempo volevano essere rispettati, quelli di oggi vogliono essere amati. Ho scritto questo libro ricco di ricordi autobiografici non tanto per cristallizzare la memoria, quanto per sigillare, per superare. Pensiamo di doverci portare sempre tutto appresso, ma il passato a un certo punto diventa troppo pesante, insuperabile». Inevitabile finire a parlare un po' della sua esperienza, oltre che di padre, anche di insegnante della prigione romana, dove si diverte a somministrare anche qualche esercizio di scrittura. Al Centro Piero Rossi, ha poi presentato "Un adulterio", scritto in un mese a penna su un quaderno e uscito a giugno. (f. v.)