Quando Treviso era la capitale dei fumetti

di Massimo Tonizzo Compie quarant'anni la storica e indimenticata manifestazione Treviso Comics, che dal 1976 al 2003 fu una incredibile fucina di talenti, incontri con gli autori e scoperta di nuovi fumettisti. Il "padre", il trevigiano Silvano Mezzavilla, festeggia con una doppia importante iniziativa: una mostra celebrativa a Roma dedicata a 50 anni di fumetto italiano e l'inizio, sul suo sito, delle sbobinature degli ormai storici incontri con gli autori tenutisi al festival a partire dalle edizioni di metà anni '80. Quarant'anni fa, il 28 febbraio 1976, prendeva il via la prima edizione di Treviso Comics, che per venticinque anni sarebbe stata una delle più prestigiose rassegne europee sul fumetto. Ideata e diretta da Silvano Mezzavilla e organizzata con la collaborazione di Giordano Anselmi, Giancarlo Granziero e Marina Corsetti, si caratterizzò da subito come mostra monografica per leggere e interpretare argomenti anno dopo anno diversi, legati alla cultura popolare, alla società, alle mode. A esporre, tra gli altri, i grandi nomi di Hugo Pratt, Moebius, Magnus ,Jacovitti, Altan, Dino Battaglia, Sergio Toppi, Bonvi, Romano Scarpa solo per citare i più noti anche ai meno esperti del settore. Il pubblico arrivava da tutta Italia e non solo; il passaparola - allora non era tempo di social - faceva aumentare di anno in anno le presenze. Il logo era diventato uno degli elementi distintitivi della città. Conclusa nel 2003 per i cambiati rapporti con l'allora amministrazione comunale, ora, quarant'anni dopo il debutto, Treviso Comics "rivive" virtualmente, e nella realtà. Silvano Mezzavilla, sceneggiatore e critico di fumetti, firma infatti una grande esposizione dal titolo "Fumetto italiano - cinquant'anni di autori disegnati", allestita dal Museo di Roma in Trastevere. Inuagurata lo scorso sabato, si visita fino al 24 aprile. «La panoramica» spiega Mezzavilla «ha per protagoniste quaranta opere a fumetti, da "Una ballata del mare salato" di Hugo Pratt, primo romanzo grafico della storia, ai graphic novel di Zerocalcare e Gipi, dopo aver posto l'attenzione del pubblico sui romanzi a fumetti di Guido Crepax, Magnus, Attilio Micheluzzi, e tantissimi altri». Alla preziosa retrospettiva romana, Mezzavilla affianca anche una seconda iniziativa storica: «Sul mio sito www.silvanomezzavilla.it» spiega «è iniziata la riproposizione, presa dalle vecchie videocassette amatoriali registrate all'epoca, degli incontri con gli autori. che si svolgevamo annualmente al festival di Treviso, a partire da quell'esperienza incredibile che fu la presenza di Magnus l'11 marzo del 1995». Treviso Comics, naturalmente, è rimasta nel cuore di Mezzavilla, che ne evidenzia l'importanza storica e l'eredità lasciata: «Abbiamo fatto da scuola e da apripista per molti» racconta «e questo è evidente dall'affetto e dai ricordi che ancora oggi molti ci rilasciano dalle pagine internet dedicate ai fumetti. Il nostro è stato un modo unico di porsi nei confronti del fumetto d'autore, con la possibilità, che prima di noi non era data, di incontrare informalmente i maestri della cultura popolare, ma anche dell'underground. A Treviso passarono, solo per fare alcuni altri nomi, il compianto Wolinski e un maestro indiscusso come Gilbert Shelton». Sulla situazione odierna, invece, Mezzavilla è più dubbioso: «Troppe iniziative, troppe fiere, troppi premi. È facile esordire e pubblicare quando sai che, data la mole delle iniziative, da qualche parte comunque ti inviteranno o premieranno. Della nuova generazione ammiro Gipi e Zerocalcare, ma è molto più semplice emergere anche solo per una stagione. Ormai, una o due pubblicazioni, anche autoprodotte, non si negano a nessuno».