Sfuma la missione per l'acqua del lago

PIEVE DI CADORE Quella che avrebbe dovuto essere una giornata importante e risolutiva per far cessare la "laminazione" del lago di Pieve di Cadore si è dimostrata, ancora una volta, una presa in giro dei cadorini e dei loro interessi economici. Ieri infatti, in Regione a Venezia, era stata fissata una riunione dell'Autorità di bacino per valutare le osservazioni e i contributi al documento preliminare del redigendo progetto di aggiornamento del Piano di gestione del Distretto idrografico delle Alpi Orientali. In previsione di questa riunione, programmata da tempo, in tempi brevissimi lo studio legale dell'avvocato Rocco Bianco, su incarico dei Comuni dell'Unione montana Centro Cadore, aveva elaborato ed inviato ancora il 15 dicembre uno studio di 24 pagine di dati ed osservazioni che avrebbero dovuto essere inseriti nella discussione durante la riunione. Ieri mattina, su incarico dei sindaci cadorini, il tecnico idraulico che ha contribuito allo studio sul lago, l'ingegnere Giovanni Maria Susin dell'università di Padova, accompagnato da Renato Paludetti, si è recato a Venezia per partecipare all'incontro. Purtroppo senza che nessuno avesse avvisato i sindaci cadorini, la riunione era stata spostata a data da destinarsi, forse il 7 o l'8 gennaio. Ai due tecnici non è rimasto altro che prendere atto e rientrare alle loro abitazioni: Susin a Padova, Paludetti a Pieve di Cadore. «Non posso accettare un comportamento di questo tipo», afferma l'ingegnere. «È una ulteriore dimostrazione che il Cadore, i suoi abitanti e la sua economia, per la Regione non contano nulla». Vittore Doro