Calabrò e gli artisti locali raccontano i mestieri antichi

di Stefano Vietina wSANTO STEFANO DI CADORE Santo Stefano celebra gli antichi mestieri della gente di montagna, con un grande affresco collettivo eseguito da artisti locali diretti dal Maestro Vico Calabrò. In 14 scene si fa memoria, infatti, delle consuetudini di vita quotidiana di qualche decennio fa, ricordando l'impagliatore di gerle e la filatrice di lana, l'emigrante con la valigia di cartone e la vecchietta che cucina la polenta nel camino. Ed alcune di queste scene ricordano tradizioni che sopravvivono ancora oggi, come ad esempio l'uso della lioda (o slitta) per trasportare carichi sulla neve, o la mungitura manuale. L'affresco si sviluppa su una superficie di circa 48 mq (8,80m di base x 5,90m di altezza) sulla parete esterna del Cinema Piave e può essere ammirato dai giardinetti e dalla Piazzetta dell'Emigrante, dietro al Palazzo Comunale. Un nuovo fiore all'occhiello, dunque, per la "scuola" del Maestro Vico Calabrò, di origini agordine, che proprio a Santo Stefano ha trascorso molti anni giovanili, insegnando disegno nelle scuole, prima di trasferirsi nel vicentino per dedicarsi completamente alla grande passione della sua vita: l'antica tecnica dell'affresco, diversa dalla pittura murale, che raggiunse l'apice nel 1300 con Giotto. Per suo impulso sono oggi una quarantina in Italia i gruppi operativi specializzati in questa tecnica, formati personalmente da Calabrò, e oltre venti sparsi in giro per il mondo: dal Giappone alla Polonia, al Messico. Ed ora anche Santo Stefano di Cadore figura in questo elenco. L'affresco, realizzato nello scorso mese di aprile, verrà inaugurato il 19 luglio in occasione della costituzione ufficiale del nuovo "Gruppo Affresco Comelico" e alla presenza di numerosi frescanti che giungeranno da tutto il Triveneto per la cerimonia. In vista di questo impegnativo progetto, già l'estate scorsa gli artisti (molti dei quali aderenti al gruppo "Arte Comelico Ladino") si erano esercitati producendo tavole, progetti, lavori preparatori e di documentazione per arrivare pronti all'appuntamento con "il muro che comanda", come spesso suol dire il Maestro Calabrò, secondo il quale "nella tecnica dell'affresco, la prima cosa è imparare ad ascoltare il muro, a dialogare con lui". Una settimana tutta dedicata ad una tecnica che, poco praticata e non più insegnata nelle scuole ad indirizzo artistico, rischia di venir abbandonata del tutto. «Invece è un patrimonio esclusivamente italiano che va conservato e valorizzato», spiega Vico Calabrò, autorità indiscussa in questo campo, che da quarant'anni si dedica proprio a tramandare e diffondere questa particolare tecnica pittorica, non solo in Italia, ma anche all'estero. A Santo Stefano l'idea di ornarsi di un affresco era nata dalla volontà del sindaco Alessandra Buzzo e della sua amministrazione comunale di abbellire la piazzetta dell'Emigrante. Vico Calabrò si è reso subito disponibile ad organizzare delle esercitazioni di affresco preparatorie al lavoro finale, coinvolgendo gli artisti locali che avessero desiderato imparare questa tecnica, i cui esempi più antichi risalgono addirittura al VII sec. a. C. L'atelier era stato allestito, allora, negli spazi messi a disposizione dai titolari della Cartolibreria Carducci, teatro per un'intera settimana non solo delle lezioni teoriche di Vico Calabrò sulla scelta dei materiali, sull'uso dei colori, sulle regole di composizione, ma anche vera e propria "bottega di arti e mestieri" in cui imparare a stendere la malta, a "dialogare" con il muro per capire quando "chiama" per essere pitturato e confrontarsi per trovare soluzioni ai problemi mano a mano che si presentavano. Fra i promotori dell'iniziativa, l'associazione Arte Comelico Ladino, nata nel 2002 per commemorare il pittore Tita Saler, ma soprattutto per promuovere la riscoperta e la valorizzazione dell'arte comeliana, in tutte le sue declinazioni. Concluso il corso di apprendimento delle basi essenziali della tecnica, quest'anno l'appuntamento per dare vita ad un'opera che rende onore al Comelico, alle sue attività lavorative ed anche ai suoi artisti. @vietinas ©RIPRODUZIONE RISERVATA