Auronzo prepara l'espansione turistica

AURONZO Per il turismo ad Auronzo inizia una fase nuova, al motto di "allargare l'offerta". Così, ieri mattina, appuntamento al rifugio Monte Agudo per amministratori locali e regionali, imprenditori, operatori turistici per ragionare su un futuro che si vuole a colori, non con le tinte sbiadite che il tempo rischia di lasciare in eredità, se non si ha l'ambizione e la forza di rilanciare. E il futuro, secondo il Comune, il Consorzio turistico Auronzo-Misurina e la società Auronzo d'inverno, promotori dell'iniziativa, ruoterà ancora attorno al Monte Agudo, una realtà attiva dall'estate del 1956 e sulla quale si concentra ancora la strategia turistica auronzana. Ma come si può centrare l'obiettivo? Con tre progetti già pianificati e uno futuribile ma che, proprio in questi giorni, sta ingranando la quarta: riguarda il collegamento di Auronzo con il Comelico, attraverso un impianto di risalita, una telecabina, che dovrebbe portare gli sciatori in quota al passo di Sant'Antonio per poi consentire di sciare fino a Versciaco, in Pusteria, lungo il Giro delle Cime ideato dalla Sextner Dolomiten di Franz Senfter. I tre progetti presentati ieri da Aldo Corte Metto, responsabile marketing del Consorzio e membro del Cda della Auronzo d'inverno, riguardano invece tre nuove piste da sci per allargare la proposta del comprensorio. Una nuova strada di accesso dedicata agli scialpinisti in inverno e alle mountain bike d'estate e soprattutto una zipline, ovvero un cavo d'acciaio lungo 700/800 metri, tirato dal rifugio del Monte Agudo alle rive del lago, lungo il quale lanciarsi, toccando anche i 150 chilometri orari. Sport adrenalinico che va per la maggiore in Austria, Svizzera e Francia e che per le nostre zone sarebbe una primizia assoluta. «Su Monte Agudo negli anni si è sempre investito», ha esordito Aldo Corte Metto, «fino alla realizzazione del fun bob, della seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico nel 2007, la Taiarezze-Malon, e del nuovo rifugio. Ma adesso si tratta di rilanciare. Se guardiamo i numeri, Auronzo ha contato nel 2013 circa 300 mila turisti (con un calo del 4 per cento rispetto al 2012), 75 per cento in estate e solo il 25 per cento in inverno. Ora vogliamo allargare l'offerta, puntando a fare del Monte Agudo un polo sciistico per tutto il Cadore, non solo per Auronzo». Il Consorzio ha fatto una ricognizione, ha sentito tutti i protagonisti del settore e delle amministrazione locali, ha coinvolto i paesani. E lanciato tre progetti, che ieri sono stati illustrati dall'ingegner Tommaso Piovesana, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Auronzo. «Qualcuno parla di libro dei sogni», ha commentato Corte Metto, «ma per noi si tratta invece di progetti in fase avanzata, con chiari piani di ritorno sugli investimenti, che ovviamente dovranno essere fatti». Adesso il problema è reperire i fondi. «I Comuni non sono più in condizioni di accendere mutui», ha spiegato il sindaco Daniela Larese Filon, «ma contiamo di poter accedere ai fondi europei, tramite il Gal, con un cofinanziamento del Comune, che sarebbe possibile». Per la zipline, invece, si spera in una modifica della legge regionale, che la faccia rientrare nella normativa degli impianti a fune, cosa che il consigliere Dario Bond, presente con il suo collega Sergio Reolon, ha considerato fattibile. Di certo si tratterebbe di una attrazione molto interessante, soprattutto per un pubblico giovane e internazionale. Lo spettacolo dalla terrazza del rifugio del Monte Agudo è unico. Gettarsi appesi a un filo d'acciaio verso il lago di Santa Caterina darà l'ebbrezza del volo. Stefano Vietina